“Città Futura” si presenta a lancia la sua sfida al centrosinistra

CIVITAVECCHIA – “Un nuovo linguaggio, una nuova stagione di partecipazione”. Queste le parole d’ordine della nascente associazione “Città Futura”.

Il primo atto ufficiale dei cinquanta firmatari della lettera appello alla città: un appello e insieme una denuncia e una riaffermazione di principi smarriti.

“Abbiamo condiviso la necessità dare gambe alle idee e alle considerazioni contenute in quella lettera e quindi di disporre di uno strumento, ma anche di un luogo fisico, per la discussione, il confronto, l’elaborazione politica e culturale. Una volta tutto ciò si faceva nei partiti, ma ormai, purtroppo, essi hanno rinunciato a questa funzione.”

Durante la conferenza stampa di sabato mattina, infatti, gli interventi che si sono succeduti, si sono incentrati sulla necessità di creare nuovi nessi, nuove relazioni, ricostruire una comunità, attraverso una “lunga marcia”.

Per questo le prossime elezioni amministrative rappresentano comunque un momento di riflessione e di responsabilità, ma non il fine ultimo di “Città Futura” che invece si pone obiettivi di lungo termine.

Tuttavia, l’argomento del giorno, e delle prossime settimane, non potevano non essere le elezioni, e come “Citta Futura” intende misurasi con la complessità del momento: il sondaggio, proposto dal Pd, è stato ampiamente e duramente criticato ed ecco la proposta delle Primarie aperte che, secondo gli associati, invece, rappresentano la garanzia di un programma condiviso, di un perimetro certo della coalizione e del codice etico che la regolamenterà.

A livello nazionale l’associazione di cultura politica si inserisce nella “Rete dei numeri pari”: una rete di associazioni facenti capo all’associazione “Libera” di Don Ciotti.

Inoltre è stata data, dalla nuova associazione civitavecchiese, l’adesione “Comitato Popolare in difesa dei beni comuni sociali e sovrani – Stefano Rodotà” il cui intento è quello di ripresentare il disegno di legge con il quale aria, terra, acqua, territorio, fauna e flora selvatica, ghiacciai, nevi perenni, e molto altro, siano disciplinati dal codice civile, con la garanzia di essere curati, fuori dalla logica estrattiva del mercato, nell’interesse delle generazioni future.

Città Futura, quindi, due parole, entrambe declinate al femminile.

 

(foto di Enrico Paravani)