Città Futura: “Riconversione a gas della centrale Enel: fa rumore il silenzio della politica”

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CIVITAVECCHIA – Dall’associazione politica “Città Futura” riceviamo e pubblichiamo:

Non solo Eni in Italia, anche British Petroleum, Shell e Total, tutte grandi compagnie petrolifere internazionali, ormai virano decisamente verso le energie rinnovabili, scommettendo in un futuro senza petrolio. È quanto si legge in un interessante articolo di Repubblica, estremamente significativo per rappresentare i tempi che corrono.
https://www.repubblica.it/green-and-blue/2020/09/29/news/la_nuova_vita_di_big_oil-268263508/ Insomma, ormai dovrebbe essere chiaro: si va verso l’abbandono dei combustibili fossili, dove l’idrogeno sarà il principale protagonista, candidandosi a diventare il combustibile del futuro. Non è più solo un’alternativa possibile, è un’urgenza e una necessità per salvare il pianeta e l’umanità che lo abita.
L’Europa lo ha capito, questa volta anticipando tutti, e per questo ha varato un piano ambiziosissimo, che mette al bando i fossili e lancia le energie alternative, mettendoci sopra investimenti eccezionali. Che ovviamente mettono in discussione anche le strategie energetiche delle grandi multinazionali pubbliche italiane, fra cui proprio Enel: tutti ormai sanno del braccio di ferro interno all’azienda fra conservatori e sostenitori della svolta “green”, fra cui proprio il suo amministratore delegato, Starace, che recentemente ha affermato che “l’idrogeno ha una reale possibilità di prendere parte al processo di decarbonizzazione” in 3-5 anni. https://www.editorialedomani.it/economia/la-lunga-strada-verso-leconomia-a-idrogeno-wpqg6beb
Mentre tutto questo accade sotto ai nostri occhi (segnaliamo questo interessante e puntuale articolo di Legambiente sulla transizione energetica senza gas, in occasione dello sciopero nazionale per il clima di venerdì 9 ottobre https://www.rinnovabili.it/energia/politiche-energetiche/decarbonizzazione-in-italia-gas/), a Civitavecchia, a parte qualche meritevole eccezione, nel silenzio generalizzato dei decisori politici, non si colgono le opportunità che questa svolta epocale può fornire non solo per l’ambiente, ma anche per le aziende e l’occupazione, rischiando di saltare da un fossile ad un altro in una sorta di anacronistica continuità.
Da tempo, come associazione, stiamo promuovendo iniziative di sensibilizzazione sul tema, convinti che è ancora possibile fermare il progetto dell’Enel: è recente il nostro incontro con il Sindaco ed altri esponenti dell’Amministrazione comunale, incontro che giudichiamo molto positivo. Ora bisogna alzare il livello di discussione e rompere questa coltre di silenzio per impedire la riconversione a gas della centrale.
Ad esempio, riteniamo non più rinviabile una presa di posizione chiara da parte della Regione, nella sua interezza, maggioranza e opposizione; non è più tempo di mozioni o ordini del giorno, è arrivato il momento di scelte politiche di fondo. Se andasse in porto il progetto Enel di riconversione a gas delle due centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro, il Lazio sarà la regione italiana con la più alta concentrazione di combustibili fossili, che insisteranno sul suo territorio per decine e decine di anni.
Davvero qualcuno pensa che questa è una piccola faccenda territoriale o non sia piuttosto questione nazionale? Davvero si può pensare che con l’indifferenza o l’ignavia come strategia calcolata si possano evitare le responsabilità politiche future su scelte chiaramente sbagliate? Davvero non ci si rende conto che mentre il mondo intero, l’Europa, le grandi imprese, ora persino quelle fossili, stanno puntando sulle energie rinnovabili e sull’idrogeno verde, il Lazio, il Governo e il Parlamento rischiano di andare clamorosamente in controtendenza?
Riteniamo che in Regione tutti debbano esprimersi, a partire dal Presidente, che è anche il più importante esponente della maggioranza di Governo. La classe politica non può, ancora una volta, abdicare al suo ruolo e lasciare che le politiche energetiche continuino invece a farle i grandi gruppi di interesse come Enel e Eni. Il territorio e le future generazioni lo esigono e ne chiederanno conto”.

Città Futura Civitavecchia