Città Futura: “Ma sulla riconversione a gas la Regione che dice? E i politici del territorio?”

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CIVITAVECCHIA – Dall’Associazione “Città Futura” riceviamo e pubblichiamo:

L’articolo apparso su TRC mette il dito nella piaga e conferma e anticipa quello che è anche un nostro pensiero: qual è la posizione della Regione Lazio sulla riconversione della centrale? Al di là di quanto sta facendo in concreto, almeno il Consiglio comunale tutto si è espresso contro l’ipotesi del gas. Dalla Regione Lazio il vuoto assoluto.
Il Piano energetico regionale che si sta per approvare come può contribuire a raggiungere il traguardo di riduzione delle emissioni climalteranti dell’80 per cento entro il 2050 attraverso la limitazione delle fonti fossili (così è scritto fra gli obiettivi), quando contemporaneamente si autorizza la riconversione non di una, bensì di due centrali (Civitavecchia e Montalto) alimentate ancora da combustibili fossili, impianti che avranno una vita tecnica proprio fino al 2050? È una contraddizione in termini, persino offensiva.
Nel piano regionale non si fa cenno all’idrogeno da fonti rinnovabili, che pure è diventato elemento centrale del dibattito politico in Europa e nel mondo, rappresentando la vera novità in grado di scompaginare strategie che sembravano consolidate. Già molti Stati hanno raccolto la sfida e si stanno organizzando mettendo insieme ricerca e mondo del lavoro per approfittare di questa grande opportunità. Anche in Italia ciò sta avvenendo, anche se in assenza, per il momento, di una linea nazionale chiara: Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Provincia di Bolzano, Milano, Modena. La Puglia si è dotata addirittura di una legge regionale sull’idrogeno. Il Covid e i cambiamenti climatici sempre più dirompenti hanno vieppiù accelerato questo processo di trasformazione epocale.
E da noi?
Il nostro territorio esprime ben 4 consiglieri regionali e 2 parlamentari: una potenza di fuoco in grado, se volesse, di condizionare le scelte strategiche di fondo, proprio partendo dall’importanza e dalla centralità che il territorio riveste sul piano energetico, ambientale e occupazionale. La potenzialità dell’idrogeno avrebbe meritato, dai nostri rappresentanti, almeno un doveroso approfondimento, invece niente. Anzi, questa inerzia lascia intendere, implicitamente, una accettazione della riconversione a gas, certificando così una totale abdicazione del proprio ruolo e dimostrando che il territorio non incide sulle scelte, le subisce.
La verità è ormai chiara: la Regione Lazio non ha ancora detto cosa pensa della riconversione delle centrali di Civitavecchia e Montalto, e forse mai lo dirà. E i nostri politici nulla faranno affinché si pronunci. Prevarrà sempre il politichese, l’annuncio che contraddice l’azione, la retorica come paravento, finanche il tatticismo di comunicati stampa tardivi e farlocchi.
Poi ci si interroga ancora sulla disaffezione della gente verso questo modo di fare politica. Da parte nostra, non molliamo e torniamo a chiedere il rinvio della conferenza dei servizi, per un necessario e opportuno approfondimento di tutti gli aspetti legati all’ utilizzo dell’idrogeno verde; con queste premesse sarebbe troppo facile, allo stato attuale, prevederne l’esito”.

Associazione “Città Futura”