Città Futura: “Impedire il gas è la discriminante per il futuro”

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CIVITAVECCHIA – Dall’associazione politica Città Futura riceviamo e pubblichiamo:

Come si può pensare di attrarre investimenti connessi alla filiera turistica, o valorizzare le peculiarità del territorio, o ipotizzare un qualsiasi modello di sviluppo diverso, magari sfruttando la vicinanza con Roma per un’offerta complementare, mentre si vogliono installare 6 impianti a gas di impressionante potenza nel raggio di 20 chilometri che, peraltro, restituiranno poco o niente a imprese e lavoratori?
Possiamo fare cento tavoli, al MISE come in ogni altro luogo, ma se non si scioglie questo nodo, rischiano di essere tavoli fasulli, buoni per una pennellata di false intenzioni. La verità è che la politica nazionale, per convenienza o subalternità e in antitesi con il nuovo corso dettato dall’Europa, si è già appiattita sulle scelte anacronistiche decise dalle grandi lobby energetiche, mentre quella locale, piccola e inadeguata, asseconda queste decisioni che passano letteralmente sulle teste dei cittadini, in cambio delle briciole di una tovaglia sgrullata.
La riconversione delle centrali da carbone a gas sarà una scelta che peserà sul nostro futuro per decine di anni, impedendo qualsiasi altra opzione e condannando definitivamente la città a rango di territorio di servizio, con misere contropartite in cambio. Di questo dovremo ringraziare il Governo, la Regione Lazio e il Comune, che possono e non fanno; i partiti, nella maggior parte dei casi trincerati in un silenzio imbarazzante; la quasi totalità dei nostri rappresentanti politici con la lingua biforcuta, che non esitano a riempirsi la bocca con le nuove parole d’ordine come “riconversione ecologica”, ma subito dopo li senti affermare tranquillamente come sia necessario “uscire dalla logica riconversione sì o no”. Qualcuno di questi “realisti”, con invidiabile solerzia, si avventura addirittura in spiegazioni tecnico scientifiche che, guarda caso, sono le stesse dell’Enel, per bocciare, con giudizi sommari, le possibili ipotesi alternative al gas come impraticabili o utopistiche. Riescono persino, surrettiziamente, a scaricare le loro responsabilità, invitando le imprese a proporre i loro progetti: quali progetti, se si è preclusa loro la possibilità di usufruire dei fondi europei, che sono vincolati esclusivamente alle fonti rinnovabili?
È inutile girarci intorno.
La scelta del gas in un intero territorio è la discriminante, da altre parti lo hanno compreso benissimo. Perché si offende l’intelligenza di un’intera comunità facendo finta che non sia così?
Dal canto nostro e nel nostro piccolo, con l’aiuto di personalità, esperti e tecnici qualificati e soprattutto liberi, insieme ad altre associazioni e forze sociali, continueremo a fare informazione corretta, con l’obiettivo di avere una città svincolata dai combustibili fossili in favore delle fonti energetiche rinnovabili (idrogeno in testa) e delle filiere economiche connesse. Solo una città ambientalmente più pulita potrà aspirare a rilanciarsi anche nel commercio, nell’artigianato e nel turismo e creare così altra nuova e buona occupazione, assicurando un futuro diverso alle nuove generazioni. Proprio come dice l’Europa.
Invitiamo a diffidare di chi afferma che ciò non è possibile”.
Siamo pronti a qualsiasi confronto.

Associazione Città futura