Città Futura e Cna: “Il gas scelta anacronistica dell’Italia rispetto alle tendenze globali”

CIVITAVECCHIA – Dall’associazione politica Città Futura e dalla CNA Civitavecchia riceviamo e pubblichiamo:

È andato in onda ieri sera a Striscia la notizia un bel servizio sul tema della transizione energetica e le nuove tecnologie già disponibili per attuarla, con particolare riferimento all’eolico offshore. Con lo stile inconfondibilmente “leggero” che contraddistingue la trasmissione, che spesso ha il pregio di fare anche divulgazione scientifica divertendo, sono emerse le innegabili possibilità, anche occupazionali, che offre questa tecnologia pulita, ambientalmente sostenibile, alternativa ai combustibili fossili. Durante la trasmissione è stato intervistato l’ingegner Sorokin, noto esperto del settore, conosciuto a Civitavecchia per aver partecipato a momenti di approfondimento dedicati al tema e anche a diverse trasmissioni su TRC: è stato molto incisivo nel delineare sia le grandi potenzialità, sia gli ostacoli e le resistenze che ne impediscono l’affermazione, a partire dai limiti imposti all’eolico off shore dal PNRR. Il noto programma di Mediaset ha il merito di aver portato nelle case di molti italiani quello che ormai sosteniamo da molto tempo: la transizione ecologica vera si fa con le fonti rinnovabili, non certo con il gas. Striscia la Notizia si occuperà ancora, nei prossimi giorni, dell’argomento, parlando specificatamente proprio di Civitavecchia e della possibilità di installare al largo delle coste laziali turbine eoliche di questo tipo.
L’Italia è in procinto di presentare all’Unione Europea i progetti per il recovery plan: pochissimo trapela sui contenuti, men che meno riguardo alla transizione ecologica: finora le dichiarazioni del nuovo ministro Cingolani sono state poche e contraddittorie, non è mai trapelato il suo vero pensiero né quello del Governo e non è ancora dato sapere se esiste un piano organico e quale sia, per raggiungere il traguardo che l’Europa ha ribadito ancora ieri: taglio delle emissioni al 2030 del 55% e zero emissioni al 2050, ma anche la decisione, ad oggi, di non inserire gas e nucleare nella cosiddetta “tassonomia verde”, ovvero fra le fonti energetiche pulite oggetto di finanziamento, rinviando a luglio la risoluzione definitiva tramite una proposta ad hoc; ciò certifica che nucleare e gas non sono considerate fonti pulite e attività green, e concede del tempo prezioso, al di là della scadenza di aprile, per alimentare la battaglia contro le lobby, che è solo all’inizio.
Tutto questo avviene mentre, dopo la Russia, anche il Presidente della Cina ha dichiarato che sarà al vertice sul clima promosso dal Presidente americano Biden in occasione della Giornata della Terra 2021 di domani, a cui sono stati invitati 40 leader mondiali, e che farà dichiarazioni importanti. E’ dell’ultima ora la notizia riguardante la Dichiarazione di oltre 100 premi Nobel, che invitano i leader mondiali del Summit sul clima a lasciare i combustibili fossili sottoterra (https://fossilfueltreaty.org/carta-premios-nobel)
Biden fin dall’inizio del suo mandato ha intrapreso un nuovo corso su ambiente e transizione ecologica dell’economia, in direzione auspicata da tutti i movimenti per la lotta ai cambiamenti climatici, imprimendo una spinta importante nella crescita di consapevolezza collettiva che occorre accelerare con la svolta ecologista, pena la distruzione del pianeta nel medio periodo; l’Italia irresponsabilmente tergiversa, ostaggio degli interessi delle grandi lobby energetiche, Eni e ENEL su tutte, le quali, ricordiamo, sono Enti a partecipazione pubblica.
Siamo in ritardo, inutile nasconderlo: ritardo colpevole, principalmente a causa della politica, ritardo forse strategicamente voluto: se non si cambia subito il PNRR con scelte coraggiose, a partire dalla moratoria sui combustibili fossili e all’innalzamento degli obiettivi di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili; se non si abolisce il perverso meccanismo del capacity market; se la Regione Lazio non interviene, sia attraverso una forte azione di moral suasion, sia con azioni di contrasto politico pur consentite dal suo ruolo; se il Comune di Civitavecchia, a sua volta, non mette in atto fino in fondo le pressioni necessarie verso le istanze superiori già da domani nell’incontro programmato con la Regione Lazio, forte del sostegno unanime della popolazione locale (che si arricchisce, da ieri, oltre alla CNA, con la importante presa di posizione contro il gas di Federlazio e Lega delle Cooperative). Se tutto ciò non avviene e in poco tempo, sarà un’occasione persa non solo per il nostro territorio per ambiente e occupazione, ma anche per il Lazio e l’Italia intera, incapace di cogliere l’evolversi delle dinamiche mondiali ormai inesorabilmente in atto.
Noi pensiamo che la battaglia debba continuare: Civitavecchia e la sua progettualità alternativa in campo possono rappresentare il punto di svolta nelle politiche energetiche dell’Italia”.

CITTA’ FUTURA
CNA CIVITAVECCHIA