Cgil e Usb promuovono il Piano di Transizione ecologica: “Ma ora vogliamo i fatti”

CIVITAVECCHIA – C’è ottimismo e soddisfazione tra i sindacati dopo la presentazione del Piano di Transizione ecologica di Civitavecchia da parte della Regione Lazio e da Invitalia.

Per la Fiom Cgil Civitavecchia Viterbo “insieme al parco eolico offshore ci sono progetti per sbocchi produttivi e di manifattura per il sito Tvn quando cesserà l’utilizzo del carbone”. “In sintesi – commentano dalla Fiom – infrastrutture portuali per ospitare la filiera dell’eolico offshore, creazione di un hub per l’accumulo e la distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili, produzione di idrogeno verde, installazione di impianti fotovoltaici, un centro di ricerca per la sostenibilità e la transizione ecologica. Si stima un investimento iniziale di oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro, con la creazione di 1801 posti di lavoro tra produzione e installazione per ognuno dei tre anni di durata degli investimenti. Negli anni successivi, per la gestione e manutenzione degli impianti, all’anno si stimano 1050 occupati comprensivi dell’indotto con una prospettiva di 30 anni. Insieme alla Camera del Lavoro Cgil presenteremo le nostre osservazioni, intanto sono evidenti l’importanza e la portata di un progetto che se sarà così realizzato darebbe sviluppo e rilancio all’occupazione del territorio e sarebbe ciò per cui siamo mobilitati da tempo. Ci sono le condizioni affinchè il nostro territorio diventi un laboratorio nazionale di insediamenti industriali con e per le fonti rinnovabili. Un’opportunità possibile oggi perché “ieri”,  a differenza di chi era interessato solo al presente immediato, come Fiom e Cgil abbiamo iniziato a ragionare con il territorio lavorando quindi anche per il domani”.

Anche l’USB esprime apprezzamento per la “visione d’insieme” del piano, che si propone di armonizzare portualità, questione energetica, sviluppo turistico e innovazione. “Rispetto a questi punti di forza – commentano Giancarlo Ricci e Riccardo Petrarolo – e con particolare attenzione al tema della transizione energetica, abbiamo chiesto, come forza sindacale, che vengano però messe da subito nero su bianco e anche in questa prima fase di pianificazione, le garanzie di continuità occupazionale per tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che oggi operano nel contesto della centrale TVN e che, dal 2025 – data in cui è prevista la dismissione degli impianti a carbone – si troveranno di fronte scenari industriali completamente diversi. Abbiamo dunque chiesto maggiore attenzione per le maestranze del molo carbonifero, delle ditte della manutenzione e della pulizia industriale. Per ottenere determinate garanzie a tutela di chi lavora servono investimenti e concretezza, la stessa concretezza che il nostro territorio ha saputo esprimere da tempo proponendo progetti all’avanguardia come Zephiro o come l’eolico offshore galleggiante che lo stesso piano regionale ha già indicato come parte importante per il rilancio di questo territorio. A tal proposito crediamo sia utile realizzare da subito un accordo di programma che, anche attraverso l’azione di agenzie come INVITALIA, possa intercettare rapidamente e gestire in modo virtuoso i fondi necessari alla trasformazione ecologica e al rilancio occupazionale del nostro comprensorio”. “Crediamo inoltre – aggiungono Ricci e Petrarolo – che sarebbe utile recuperare il terzo punto dell’accordo quadro del 2008 attraverso il quale, anche la regione Lazio, puntava alla realizzazione in città di un centro di ricerca d’eccellenza legato alle energie rinnovabili e al risparmio energetico. Infine, crediamo, che per avviare rapidamente un processo di giusta transizione ecologica in grado di gestire al meglio le sfide per il futuro, serva coordinare da subito e con rigore, anche attraverso una specifica “legge Civitavecchia”, tutti gli attori istituzionali, gli enti e gli investitori interessati da questo complesso ed ambizioso processo di trasformazione”.