Centro trasfusionale, da Prc e Pdci dure accuse ad Asl e Zingaretti

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CIVITAVECCHIA – Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani esprimono profondo dissenso rispetto alla chiusura del centro trasfusionale dell’ospedale di Civitavecchia.
“Negli ultimi anni – si legge in una nota stampa – abbiamo visto il consolidarsi del taglio incondizionato ai c.d. sprechi e privilegi di un sistema malato tanto da generare plausi ed approvazioni su vasta scala. Ma spesso passa in sordina il taglio drastico ai diritti comuni e ai servizi per il cittadino. Così assistiamo, con sdegno, al trasferimento del centro trasfusionale dell’ospedale S. Paolo di Civitavecchia al San Filippo di Roma; atto motivato dalla Regione Lazio al fine di ridurre drasticamente le spese del servizio di approvvigionamento e distribuzione per renderlo ‘più elastico e flessibile’ e in linea con gli standard nazionali ed europei. Nel constatare che a Civitavecchia vi è una sanità che funziona, tanto da liberarci di un settore importante come quello offerto dal centro trasfusionale, dobbiamo per forza equipararci al resto dell’Italia?”.
“Di conseguenza – proseguono Prc e Pdci – non ci stupiamo affatto se il Presidente della Regione Lazio, Zingaretti non ha comunicato tale intendimento nel corso delle sue recenti visite, in città, a sostegno del candidato del suo partito alle ultime elezioni. Ancor meno ci stupiscono le dichiarazioni di esponenti locali del centro-sinistra che, sebbene affermino con convinzione l’importanza di ‘valori e bene comune’, minimizzano la presente questione, assecondando logiche di taglio imprenditoriale attuate dalla Regione e dalla Direzione Roma F dell’Asl a detrimento dei cittadini del territorio. D’altronde – concludono – la Direzione Roma F dell’Asl, come ci ricorda l’acronimo, è sempre più un’azienda e sempre meno un servizio per le persone ammalate e bisognose di cure”.