CIVITAVECCHIA – Nuova iniziativa anticemento di Vittorio Petrelli che sabato mattina, insieme ad alcuni residenti interessati dal PZ4 (San Gordiano), ha piantato tre ulivi e posto due striscioni per manifestare contro la proposta di ridensificazione della zona che prevede la costruzione di sei fabbricati in aree destinate a verde pubblico.
“E’ un appello che oggi lanciamo al Commissario prefettizio in considerazione che l’iter procedurale non sé stato sospeso anche se l’Amministrazione che l’ha proposto è caduta – ha spiegato Petrelli – Per questo motivo oggi abbiamo consegnato alla Segreteria generale le Osservazioni in risposta all’avviso pubblico dello scorso 7 ottobre nello specifico sostenendo che il nuovo strumento urbanistico non si può realizzare perché: non esistono eccedenze di aree standard come sancito dal DM 1444/1968; la Delibera n. 83 di C.C., con la quale si approvano queste nuove edificazioni, omette di richiamare la che, con Delibera di Giunta regionale n.190 del 31/01/1978, la Regione Lazio, nell’approvazione della ‘Variante 7’ (adottata con delibera di C.C. 44 del 02/04/1973), tra le varie prescrizioni, impone che le aree poste al di sotto della Variante Aurelia ed al di sopra di Viale Lazio siano vincolate ad aree di standard con destinazione ‘zona di verde pubblico con attrezzature sportive’ ed in parte ‘zona ad aree di uso pubblico’, e pertanto l’area a verde ubicata lungo il Fosso di Scarpatosta, è destinata a soddisfare standard di carattere generale e non computabile nella dotazione di standard di quartiere. Nel planivolumetrico del Pz$, inoltre, si evince che: a fronte delle prescrizioni di cui alla Variante 7 di P.R.G., la gran parte delle aree di standard sono state dichiarate ‘elemento di supporto infrastrutturale delle aree esterne’; ai sensi dell’art. 17 (validità dei Piani particolareggiati) L. U. n. 1150 del 17/8/1942, “decorso il termine stabilito per il piano particolareggiato questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l’obbligo di osservare nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso’. Il mutamento delle destinazioni – conclude Petrelli – costituisce, dunque, un abuso esercitato a danno delle utenze dell’area”.







