CIVITAVECCHIA – Una delle prime questioni affrontate appena insediata è stata quella relativa alle emissioni che provocano i fumi neri che, ormai da tempo, avvolgono tristemente il cielo di Civitavecchia.
Alla fine di giugno ho incontrato il Presidente dell’A.P Pasqualino Monti, il Comandante della Capitaneria di Porto Pietro Vella, i comitati di cittadini e le associazioni ambientaliste per cercare di capire come mai, nonostante i dati delle centraline dell’Arpa e quelle del Consorzio dell’Osservatorio Ambientale e i controlli sulle navi che entrano in porto ogni giorno, la situazione sia palesemente peggiorata e, contemporaneamente, programmare insieme un percorso di interventi.
Con l’Autorità Portuale e la Capitaneria di Porto abbiamo attivato un canale di comunicazione che ha permesso, per la prima volta, all’Assessorato all’Ambiente di rapportarsi istituzionalmente con gli enti sopra citati e ricevere report periodici sulle attività di monitoraggio, controllo e prevenzione.
È inoltre intenzione del mio Assessorato chiedere al Ministero dell’Ambiente e all’Autorità Portuale di attivarsi celermente per l’elettrificazione delle banchine, in ottemperanza delle varie Valutazioni d’Impatto Ambientali relative all’ampliamento dello scalo portuale.
Ma evidentemente, nonostante tutto, c’è qualcosa che non va e che non può aspettare i troppo lunghi tempi burocratici: ogni mattina l’orizzonte è giallo/marrone e questo fatto, evidente anche a occhio nudo, cozza con i dati delle emissioni che le centraline per il monitoraggio ambientale riportano e con il fatto che siano in atto costanti controlli sulle navi attraccate in porto.
In questi mesi il nostro porto ha registrato numerosi attracchi giornalieri, giungendo a quota 23 in giornate particolarmente calde, e contestualmente la centrale di Torrevaldaliga Nord, altra grande imputata della condizione dell’aria della nostra città, senza dimenticare Torrevaldaliga Sud, ha funzionato a pieno regime.
E proprio il dibattito sviluppatosi in questi giorni sulla possibile chiusura dell’impianto di TVN conseguente a presunte inadempienze, ritengo debba essere l’avvio di una seria riflessione sulla reale volontà di risolvere il problema dell’inquinamento ambientale e, soprattutto, sulla decisione della città tutta, in primis della parte politica, di cambiare passo in materia di sviluppo e consumi, cercando di capire che la discussione che ne è nata può costituire la grande occasione per l’Amministrazione Comunale e per tutta la città, compresi enti energetici e porto, di mettere a posto le cose.
Per i gestori elettrici quella di mettersi in carreggiata con il rispetto delle regole, la trasparenza dei dati e soprattutto l’ottemperanza delle prescrizioni, prime fra tutte la realizzazione del bosco Enel che deve essere fatto su l’area prestabilita previa bonifica dai materiali di dragaggio e , per quanto riguarda Tvs, lo smantellamento del IV gruppo.
E’ il passo indietro che deve essere preteso dalle aziende elettriche che devono comprendere che questo territorio non è sacrificabile ai loro interessi aziendali e che vuole, invece, votarsi al turismo.
Per il porto e le sue tante attività, oltre cha a proseguire con il monitoraggio e con controlli sempre più serrati da parte della Capitaneria di Porto, quella di procedere in tempi brevi alla elettrificazione delle banchine e di pensare a non concentrare gli attracchi, nel rispetto delle regole della navigazione, in appena due ore la mattina e la sera, perché così facendo si concentrano quelle emissioni che singolarmente possono anche essere in regola ma che in sommatoria provocano il disastro che vediamo nel cielo.
Per l’Amministrazione Comunale, e in questo il mio impegno c’è già da tempo, quella di avere un ruolo fondamentale nel rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) cercando di far si che ci sia più trasparenza sui dati nell’ambito del procedimento che si trova ancora in divenire e vi sia, come minimo, il rispetto pieno dei limiti emissivi indicati nelle BREFT (migliori tecnologie disponibili).
Infine predisporre tutte le necessarie azioni per istituire il registro dei tumori e far si che la Regione Lazio doti tale strumento delle risorse necessarie a monitorare sanitariamente ed ambientalmente il territorio, magari attivando anche, come richiesto dai No Coke, una valutazione d’impatto sulla salute.
Perché questo abbiamo promesso ai nostri elettori: di farci garanti della loro salute e di far rispettare le regole. Da tutti.
Roberta Galletta – Assessore all’Ambiente






