CIVITAVECCHIA – Ad un anno dalle elezioni amministrative della nostra città è opportuno, direi doveroso, fare un bilancio dell’attività fin ora svolta dall’attuale giunta. Nel 2012 il PD condusse una campagna elettorale attaccando, lancia in resta, l’inconcludenza dell’amministrazione Moscherini. Cioè il fatto che non aveva realizzato nessuno dei punti previsti nel programma elettorale con cui aveva vinto nel 2007.
Pietro Tidei ha ripetuto questo ritornello per mesi in ogni occasione, pubblica e privata. Fece persino distribuire migliaia di copie di un volantone formato lenzuolo intitolato “Civitavecchia tradita” dove elencava uno per uno i 90 interventi su cui Moscherini si era impegnato e mai realizzati. Allo stesso tempo distribuiva il suo programma pieno zeppo di progetti da realizzare e intitolato “Pietro Tidei. Ritorna il futuro”. Priorità assoluta: il lavoro.
E’ passato oltre un anno e di tutto quello proclamato non si è realizzato o imbastito niente, ma proprio niente. Che fine hanno fatto la “Zona franca umanitaria”, il “Centro tecnologico delle scienze marine” e il “Polo integrato dei servizi crocieristici-portuali”? Dove sono i posti di lavoro promessi con queste e altre decine di iniziative? Non ci sono.
Nel frattempo la crisi morde. I disoccupati aumentano, i giovani emigrano, la qualità della vita ridotta a un lumicino. La ricetta che sarà la soluzione a tutti i problemi che l’amministrazione e il sindaco propongono è : project financing, project financing, project financing Esattamente quello che sosteneva Moscherini.
Tidei come Moscherini è l’uomo dalle promesse mancate: nessuno dei due è stato capace di creare veri posti di lavoro o di attirare investimenti. Ma a differenza di Moscherini, che ha sempre avuto il coraggio di dire ciò che realmente intendeva, Tidei è un sindaco misterioso. Nessuno sa realmente come vuole gestire la città e soprattutto quale sia il suo vero programma politico industriale. Perché in coscienza non comprendiamo come mai stia di fatto bloccando le compensazioni dell’Enel, il comparto termale, si ostini a non trovare altre soluzioni alla vendita totale della la Holding Hcs,
Insomma non solo tra le parole e i fatti c’è realmente un mare di mezzo. Ma anche quando si potrebbe fare qualcosa insieme nel rispetto e nel dialogo per una città piegata in due dalla disoccupazione Tidei tira il freno a mano. C’è bisogno di un tavolo istituzionale per fronteggiare l’emergenza occupazionale e Aziendale.Oggi non è più il tempo delle vecchie logiche politiche con i vecchi giochetti: “di giorno si litiga di sera….” Civitavecchia sta sprofondando verso una recessione terrificante, il governo cittadino ha il dovere di gestire la cosa pubblica come tale e non come un piccolo feudo a proprio uso e consumo.
Fabiana Attig – Ugl Confederale Civitavecchia






