CIVITAVECCHIA – Un’accorata lettera aperta quella che la segretaria del Prc Valentina Di Gennaro rivolge ai compagni di Sinistra Ecologia e Libertà dopo lo strappo sulle primarie. Un invito a tornare sui propri passi per “riprendersi” quello che in parte è anche loro, ovvero il programma e il codice etico scritto insieme in questi mesi. Di seguito il testo integrale della sua lettera.
Cari compagni, care compagne,
con molti di voi ho condiviso tanti appassionanti momenti della mia vita politica, più o meno belli.
Abbiamo passato notti insonni e pomeriggi noiosi di analisi del voto, gioito di vittorie che rimpiango, e di scelte che adesso rifarei.
Quando nel 2005 Nichi Vendola, vinse per la prima volta le primarie in Puglia, il nostro partito, il Prc, già era diviso tra chi immaginava un paradigma di sinistra diversa, non identitaria, più “trendy”, e chi, invece, rimaneva fedele ad un’idea di partito comunista di massa.
Nonostante i toni accesi e difficili e la divisione tra chi era per le primarie e chi era contro, io fui tra i più contenti della vittoria di Nichi.
Per la prima volta, il 16 gennaio 2005 un appartenente al mio partito non veniva bollato come estremista, popolano, non all’altezza, minoritario, ma riceveva una investitura dal complicato elettorato pugliese per essere interprete diretto delle loro esigenze.
Tant’è che vinse contro Fitto. E fu la svolta. Il nostro presidente poeta.
Molto mi divide da voi circa la concezione della sinistra e dei sui compiti, ma non sono tra quelli che sprecano energie per i rancori verso l’ex amante piuttosto che per eliminare politicamente il nemico.
Ecco perchè vi chiedo di non aspettare il ramoscello d’ulivo in bocca, da nessuno, ma di venirvi a riprendere ciò che in gran parte è anche vostro, il programma che avete scritto insieme a noi, e i codici di cui abbiamo tanto discusso. Di cui, tutti insieme, siamo garanti.
“Secondo me nessuno potrà impedire le primarie. Non esiste apprendista stregone che nel centrosinistra possa abolire questo processo. Se ci fosse, evocherebbe un processo che poi non sarebbe più in grado di governare.”
Ci ho messo molto a fare mio il concetto delle elezioni primarie, ma credo che Nichi abbia ragione da vendere: dobbiamo cogliere questo punto di innovazione, di ritrovato entusiasmo.
Uscire dalle nostre stanze è diventato un imperativo categorico, non appassioniamoci alle dietrologie del nostro ombelico.
La data è quella, il periodo difficile per tutti, soprattutto per quei candidati che senza fare fughe in avanti, ancora non hanno ufficializzato la loro candidatura.
Il 14 e 15 gennaio devono essere giornate di festa per tutto il centrosinistra unito, non una resa dei conti. Credo che il nostro elettorato ci chieda proprio questo. “Piange ciò che muta, anche per farsi migliore.”
Valentina Di Gennaro – Rifondazione comunista









