Bestie a due gambe

Coraggio? Forza? Temerarietà? Disprezzo della civiltà e del pericolo? Che cosa avrà mai voluto dimostrare quell’agglomerato di cellule andate a male che la Vigilia di Natale ha lasciato una volpe morta appesa per il collo in un cassonetto di via Terme di Traiano? Difficile saperlo, anche se resta la speranza che le Forze dell’Ordine, magari con l’aiuto di qualche telecamera di videosorveglianza della zona, possano risalire agli autori di questo incommentabile gesto. In quel caso sì che sarebbe una gioia per noi pubblicare la foto della bestia: non quella così atrocemente morta (che non ci sentiamo di sottoporre alla vista dei lettori), ma quella (o quelle) che hanno voluto così sguaiatamente mostrare la natura della loro indole, bestiale in tutto e per tutto.

La questione tuttavia è un’altra, perché con rifiuti umani di tale natura purtroppo dovremo sempre fare i conti. E il nodo è proprio questo. Trovare la forza di affrontare questa gente, non ritenendo che di certe persone debbano occuparsi solo le forze dell’Ordine. Simili bestie a due zampe sono una infezione della società, del vivere civile, del concetto stesso di vita e convivenza; si nutrono e agiscono principalmente grazie all’indifferenza della gente, all’incapacità di una comunità di reagire, di indignarsi, di fare la propria parte di cittadini, segnalando e denunciando. Il che non significa sposare il principio della delazione ma dare un contributo civile alla nostra società, alla indispensabile necessità di mantenere vivi valori e coscienza. La triste sensazione, di fronte ai tanti fallimenti della politica, ai problemi piccoli e grandi che ci attanagliano quotidianamente, è quella di una sorta di rassegnazione sull’impossibilità di cambiare il genere umano, che sfocia poi in apatia, insensibilità, quasi assuefazione e abitudine alla degenerazione civile e morale delle nostre città.

E’ ipotizzabile un simile tracollo? Si può davvero ritenere che certi episodi non siano affar nostro ma al limite solo di chi deve indagare e risalire agli autori di tali mostruosità? Possiamo davvero girare il volto dall’altra parte? Questo della povera volpe è solo un singolo episodio. Può certamente darsi che nessuno abbia visto niente, che non ci sia nessuno a conoscenza anche di qualche piccola informazione utile alle Forze dell’Ordine. Ma è una attenuante che non regge di fronte a tutte le quotidiane barbarie a cui assistiamo: atti di vandalismo, rifiuti più o meno ingombranti gettati a terra o dal finestrino, posti dei disabili occupati da altre vetture, isole pedonali sistematicamente violate da auto in transito. Per non parlare poi di violenze domestiche o di genere su cui spesso si preferisce non interferire. Bisogna reagire con uno slancio di civiltà e senso civico, occorre il coraggio e anche l’orgoglio di sentirsi cittadini, ovvero parte della comunità, e quindi fare il vuoto attorno a chi, come nel caso di via Terme di Traiano, sta contagiando la specie umana. Isolare certe persone attraverso comportamenti virtuosi da una parte, segnalazioni e denunce dall’altra, è la sola strada percorribile. Serve coraggio, serve reagire, serve fare la propria parte, che non può essere sistematicamente delegata ad altri. Non si può pensare di restare perennemente in mezzo, nel guado, ad assistere inermi. Il fango prima o poi ci sommergerà.

 

Marco Galice