CIVITAVECCHIA – Non avevamo dubbi che alla fine lo stato di disagio e preoccupazione che ormai da mesi è presente tra i lavoratori e le imprese coinvolte nell’ormai conclamato “crack” Privilege esplodesse in modo cosi eclatante. Era solo questione di tempo. D’altronde fin dal mese di febbraio noi del PD, le organizzazioni sindacali e gli stessi lavoratori denunciavano i ritardi e le false promesse di una proprietà che non aveva, e non ha, le capacità finanziarie per sostenere la ripresa e la conclusione di qualsiasi voglia attività produttiva.
Pur tuttavia l’intervento cosidetto “tampone” che l’Autorità Portuale ha prospettato ai lavoratori è sempre un soccorso e, come tale, speriamo che almeno permetterà un ulteriore periodo di sopravvivenza alle decine di famiglie che altrimenti vivrebbero ulteriori settimane di smarrimento.
Non vorremmo però, ed è un nostro timore, che questo servisse solo a rinviare una risoluzione seria e definitiva di quella che appare sempre di più una questione imbarazzante e non di semplice risoluzione soprattutto per gli Enti coinvolti, i quali , sia ben chiaro, dovranno giustificare perché a tutt’oggi e nonostante le rassicurazioni dei vertici della Privilege Yard niente di quanto riportato nell’ormai famoso “cronoprogramma” tanto sbandierato ,sia stato rispettato. Oltre a spiegare a tutta la cittadinanza se e come , in caso di fallimento delle trattative e delle attività, sia demolito, smaltito e bonificato il sito dove attualmente è presente il guscio del fantomatico “mega yacht” che , area portuale o non, è sempre all’interno del territorio con le inevitabili ripercussioni sulle già disastrate condizioni ambientali.
Infine un paio di considerazioni: come la tradizione (negativa) vuole , la stragrande maggioranza delle attività produttive locali vengono affidate a soggetti non civitavecchiesi. Naturalmente anche la gestione del terminal T2 non sfugge a questa regola , nonostante le deboli giustificazioni addotte dal presidente Monti. Le analogie con la vertenza Privilege sono molte, a partire dallo sfruttamento, tramite subappalti o affidamenti spesso poco chiari. Questo porta all’impoverimento del tessuto imprenditoriale locale e conseguentemente ai licenziamenti della manodopera locale. Vogliamo sia chiaro che uno dei punti programmatici del PD di Civitavecchia è quello di combattere questo stato di cose, a tutti i livelli , in tutte situazioni e in tutte le attività coinvolte.
Vogliamo sperare che questo sia condiviso anche da chi si schiera, insieme a noi, a favore della riconquista del diritto al lavoro e al dovere di salvaguardarlo, e anche da chi in questo momento ritiene che alcune politiche aziendali ed istituzionali siano più importanti di quelle comunitarie.
Dario Bertolo – Segreteria Pd






