Benvenuto Macellaio

CIVITAVECCHIA – Non bastavano le effigi della X Mas e del fascio-golpista Borghese in bella esposizione nella propria sede. A conferma di certi ammiccamenti ad un passato lugubre per l’Italia e di una condanna senza appello del fascismo che evidentemente è dura da esprimere, il circolo cittadino di Fratelli d’Italia ha deciso di dare lustro alla propria sede ospitando domani pomeriggio la presentazione di un libro piuttosto equivoco, dal titolo “Rodolfo Graziani: il soldato e l’uomo”, scritto da Anna Maria Funari e Gianfranco Santoro, ospiti dell’iniziativa che sarà presieduta da Paolo Iarlori.

Un libro che, sotto l’ingannevole veste della ricerca storica, sembra indulgere nell’abusato tentativo di edulcorare l’immagine di uno dei peggiori protagonisti del ventennio fascista, camuffando con presunti “aspetti inediti” il volto tetro di un personaggio che qualcuno evidentemente vorrebbe riabilitare.

Su chi sia stato Rodolfo Graziani, di quali responsabilità e crimini si sia macchiato durante la sua carriera militare al servizio del Duce, non vale nemmeno la pena soffermarsi. Basta il suo soprannome, “Il macellaio d’Etiopia”, per rendere bene l’idea.

Resta invece l’amara considerazione su un partito che ritiene opportuno investire tempo e attenzioni su tali iniziative, a quanto pare riconoscendosi in un certo preoccupante livello culturale.

Marco Galice