Bando Ficoncella. La CGIL: “Vengano coinvolti i sindacati”. La Lega: “Non se ne parla”

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CIVITAVECCHIA – Anche la CGIL prende posizione in merito al bando per la gestione della Ficoncella, ponendo l’attenzione in particolare sulla tutela occupazionale degli attuali lavoratori impegnati nella struttura tramite la cooperativa Sant’Agostino.

“Desta stupore – si legge in un comunicato della CGIL Civitavecchia Roma Nord – quanto dichiarato dall’assessore Roscioni, nel comunicato stampa a seguito di contestazioni ricevute da esponenti della politica locale. Oltre quanto asserito a proposito della ‘clausola sociale’ non obbligatoria, ma neanche vietata, ci stupisce quando dichiara di aver ampliato le tutele verso i lavoratori, siano essi gli attuali impiegati o altri che eventualmente subentreranno. Da attenta lettura del bando, infatti, emerge che, contrariamente a quanto riportato nel precedente, si sono aperte le porte del subappalto, che notoriamente incide sulle condizioni dei lavoratori. Non solo, si fa riferimento in maniera molto vaga alla applicazione di un contratto di lavoro di settore, mentre, l’accordo ancora in vigore con l’attuale gestore riporta la dicitura CCN contratto collettivo nazionale di lavoro, proprio ad esclusione che chiunque fosse ad aggiudicarsi l’appalto , non potesse applicare contratti che definiamo ‘pirata’, vale a dire sottoscritto da sigle sindacali prive di rappresentatività creati alla bisogna per sottoscrivere contratti capestro per i lavoratori in alcuni settori. Altra lacuna che ci sentiamo di evidenziare è la totale assenza, al punto denominato ‘sicurezza sul lavoro’ ad un riferimento del rispetto dei protocolli di sicurezza Covid-19, di cui non vi è traccia alcuna. Ora, alla luce di quanto sopra, ci sembra di capire che le materie ‘tutela del lavoro’ e ‘sicurezza sul lavoro’ siano interpretati dall’assessore in maniera curiosa, poiché i soli punti qui riassunti vanno nella direzione opposta a quella dichiarata dallo stesso”.
“A scanso equivoci – conclude la CGIL – invitiamo l’assessore a convocare le Organizzazioni Sindacali interessate per un approfondimento sulle materie per giungere al più presto alla stesura delle necessarie modifiche che chiariscano e mettano veramente in sicurezza sia le condizioni di trattamento dei lavoratori sia la sicurezza sul lavoro e nell’intero sito per lavoratori e utenza”.

La replica alla CGIL arriva dalla Lega. “Siamo stupiti dalle affermazioni totalmente prive di senso anche giuridico da parte della CGIL Civitavecchia Roma Nord Viterbo, sul bando per la gestione della Ficoncella. Almeno stavolta non si insiste nell’infondata tesi dell’obbligatorietà di una clausola sociale, che veniva invocata da alcuni esponenti della politica locale vicini alla Cgil stessa, per cui almeno su questo punto si fanno dei passi avanti. Tuttavia, il rinnovo della concessione del sito termale (obbligatorio e sollecitato anche dall’Anac) non deve proprio andare giù alla sinistra locale ed agli organi sindacali ad essa da sempre vicini, se è vero che adesso si tirano in ballo addirittura i ‘protocolli di sicurezza anti-Covid’, dimenticando che la concessione in parola avrà inizio operativo non prima di qualche mese ed avrà durata decennale (con buona pace del pessimismo della Cgil in relazione alla durata della pandemia, già nella fase di regressione che tutti vediamo) e che le norme di sicurezza anti-Covid vanno già applicate da qualsiasi concessionario o gestore di pubblici servizi in base alla normativa vigente, che al riguardo è assai dettagliata, di talché non vi era e non vi è bisogno alcuno di prevedere in un bando come quello pubblicato ulteriori aggiunte di dettaglio in tal senso. Non capiamo inoltre il riferimento al presunto rischio di ‘subappalto’ o all’applicazione di contratti ‘pirata’ o gli altri riferimenti operati, ritenendo che la Cgil confonda quello che è un bando per la concessione in sfruttamento di un’area, in cui l’impresa che lo gestirà sarà libera di organizzare autonomamente la propria attività imprenditoriale ai sensi della Legge e della Costituzione ed applicando i contratti di legge, con l’appalto di servizi, al quale potrebbero in astratto dar riferimento le asserzioni del sindacato, invece del tutto inapplicabili al caso in questione. Evidenziando alla Cgil che non vi sarà alcuna convocazione della medesima, essendo estranea all’attività sindacale l’affidamento oggetto del bando, la invitiamo per il futuro ad interessarsi del lavoro in tutte le sue sfaccettature e quando riguardi ogni categoria di lavoratori, ed a non confondere le materie oggetto degli avvisi pubblici, sostenendo erroneamente l’applicazione di leggi o di regolamenti non attinenti”.

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