CIVITAVECCHIA – E’ giallo sull’acqua potabile. A rischio la salute pubblica nell’indifferenza totale. Nessuno che accerti le cause e le eventuali responsabilità.
Ancora oggi a distanza di un mese, il più della cittadinanza è all’oscuro sulla reale situazione di pericolosità a cui è stata, e viene esposta costantemente. L’atteggiamento superficiale e molto poco istituzionale dell’amministrazione, inottemperante verso tutte le norme che disciplinano la tutela della salute e delle acque, emerge con chiarezza.
La massiccia presenza di coliformi fecali, coliformi da contaminazione, forse anche dovuti allo sversamento del depuratore, che ricordiamolo questa estate ha colpito per ben due volte tutto il nostro litorale e le nostre condotte, soprattutto grazie alla inadeguatezza di un assessore ai LL.PP. preparato solo nel coniare slogan, e la successiva presenza di alluminio, ci dice soltanto una cosa. Stiamo di fronte ad una vera emergenza ambientale!
Cosa fa l’amministrazione? Praticamente nulla di ciò che era, per legge, tenuta a fare!
Anziché fornire acqua potabile a tutti gli esercizi commerciali, bar, ristoranti, centri di cottura delle mense scolastiche, case di cura, ospedale ecc. ecc. cercando così di limitare danni alla salute pubblica. Ha preferito fare la parte dello struzzo, mantenendo tutti gli esercizi commerciali aperti, ha continuato a fornire notizie parziali e ballerine sui reali livelli di inquinamento, emettendo le consuete ordinanze di non potabilità molto poco dettagliate e pubblicizzate. Insomma il capo dell’amministrazione, la giunta in particolare l’assessore all’Ambiente, competente in materia di tutela delle acqua, il delegato alla salute e l’assessore ai Lavori Pubblici responsabile per la parte tecnica. Hanno messo a rischio con la loro negligenza, non soltanto la salute di tutti i cittadini, ma anche quella di migliaia di turisti che giornalmente transitano nella nostra città.
Infatti, girando per le vie, le molte fontanelle presenti, sono ancora oggi sprovviste del cartello con scritto “acqua non potabile”. Soprattutto quelle del centro maggiormente esposte all’utilizzo.
Purtroppo per i civitavecchiesi, compresi i titolari di esercizi commerciali per la somministrazione, il disastro causato dalla indolenza e dalla incompetenza di questi amministratori pensiamo non sia ancora finito.
Mi domando, come credo si domandino molti cittadini, come sia possibile una situazione di questo genere. E come è possibile che nessuno faccia i controlli nei locali pubblici affinché ci si accerti che venga utilizzata acqua potabile? O c’è, forse, qualche alto papavero che di fronte ad una possibile epidemia pensa di cavarsela adducendo che la popolazione era stata invitata a far bollire l’acqua? Pensate che possa bastare come scusa?
Possibile che, nel 2012, si verifichi un inquinamento di questo genere da un mese e nessuno alzi la voce? Possibile che questa vicenda naufraghi nel mare dell’indifferenza di chi ha il dovere istituzionale e sociale di intervenire e risolvere?
A volte, e mi scuso se uso dei toni un po’ forti, sembra di vivere in una città dimenticata da tutto e da tutti. Che rischia lentamente, se già non lo ha fatto, di sprofondare verso un baratro senza fine. E senza un futuro.
Fabiana Attig – Coordinatore Politico






