Attig: “La dirigenza Seport va commissariata”

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CIVITAVECCHIA – Nonostante il nostro auto imposto silenzio, la situazione della Seport non è cambiata, al contrario tutto quello da noi preannunciato alla fine è venuto fuori, grazie all’impegno e alla perseveranza del sindacato UGL e del suo segretario provinciale Stefano Cantarini.
L’ambigua condotta  della dirigenza Sport, e la scorrettezza da parte di altri soggetti, ha nei fatti determinato la condivisibile  presa di posizione dell’UGL. Freedom non vuole entrare nel merito delle questioni sindacali, ci mancherebbe, quello che auspica è che l’UGL vada fino in fondo sulla richiesta di commissariamento della società Seport e che oltre a quello già annunciato, apra una vertenza sindacale dinanzi al Giudice del lavoro, per far luce una volta per tutte, su di una crisi aziendale, le cui conseguenze  risultano troppo legate ad una sola parte politica.
La  lotta per il potere all’interno del porto tra i maggiori partiti della sinistra di Civitavecchia è sotto gli occhi di tutti. Compresi CGIl, CISL, UIL che fanno finta di non vedere preferendo non entrare troppo nel merito gestionale. Così si acconsente di mettere a repentaglio i posti e le esigue entrate dei lavoratori.
Nessuno degli storici partiti di sinistra, difensori per eccellenza… (una volta) della solidarietà e della lotta per la conservazione del posto di lavoro, ha osato mettere in discussione l’assoluta inadeguatezza della dirigenza aziendale. Abbiamo assistito alla incapacità di redigere un convincente piano industriale, tanto è vero che, in appena tre anni, si è determinato il dissesto aziendale, non un solo nuovo contratto, al contrario perdite clienti, tra cui  l’Autorità Portuale. Non c’è che dire!!
E’ solo su  questi fattori che nasce e si avviluppa la crisi della società. L’incapacità! L’incapacità di una dirigenza, di nomina politica, rilevatasi oggi  inadeguata.
Partiti come SL, il cui conflitto d’interessi in questa vicenda è eclatante, non hanno detto una sola parola, nonostante una consociata della Compagnia portuale (CPR) sieda in consiglio di amministrazione Seport e che l’attuale presidente della medesima società sia stato indicato dal partito SL come sua più alta espressione manageriale.
Ancora più assordante e complice è il silenzio del PD, partito che ha assistito in silenzio al killeraggio fratricida del precedente Direttore generale, e che oggi continua a rimanere silente dinanzi alle reiterate richieste di aiuto di decine di lavoratori. Perché tanto silenzio politico? Che fine hanno fatto i paladini della verità, quelli che dinanzi al “padrone tiranno” occupavano i posti di lavoro, e chiedevano la testa della dirigenza, alla prima avvisaglia di licenziamenti?
Forse l’unica vera spiegazione sta nella spartizione delle poltrone tra Sel e Pd in vista delle prossime elezioni amministrative. Il PD lascia la Seport naufragare per mano di un incompetente messo lì dal presidentissimo  Luciani, in cambio forse di una futura alleanza alle prossime elezione. Poco  importa far luce sulla verità, poco importa se a farne le spese saranno solo e soltanto i lavoratori rei, in buona fede, di credere ancora all’esistenza del partito degli operai.

Fabiana Attig – Coordinatore Politco movimento Freedom