Appello al Sindaco: “Si vieti la circolazione di messaggi misogini”

CIVITAVECCHIA – Lettera aperta al Sindaco Ernesto Tedesco, alla Presidente del Consiglio comunale e alla Delegata alle pari opportunità dalle Donne in difesa della legge 194/78-Civitavecchia.

Signor Sindaco,
Signora Presidente del Consiglio comunale,
Signora delegata alle pari opportunità,

Da ieri, e fino a domenica, girerà per la nostra città e per il comprensorio una vela pubblicitaria con la campagna che recita ‘Stop aborto’.
Le donne stanno lottando in ogni parte del mondo per veder riconosciuto il diritto all’aborto sicuro, pubblico, legale.
Un diritto che in Italia abbiamo conquistato con una legge del 1978!
La contraccezione gratuita, la possibilità dell’aborto, l’educazione a una sessualità libera sono ancora negati o fortemente ostacolati e, anzi, proprio in questo momento assistiamo al tentativo di sottrarre alle donne il potere e la libertà di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, con la diffusione dell’obiezione di coscienza e con un attacco feroce dell’aborto.
A quarant’anni dall’approvazione della Legge 194, in Italia l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza è sempre più un percorso a ostacoli. Il numero di medici obiettori ha raggiunto una media nazionale del 70%, con punte del 90% in alcune regioni. Solo 390 su 654 strutture dotate di reparti di ostetricia e ginecologia effettuano interruzioni di gravidanza. La pillola abortiva RU486 è somministrata da pochi ospedali e in modo limitato. E non va molto meglio quando in gioco c’è il diritto alla salute durante la gravidanza e il parto.
Alla logica antiabortista che cancella la vita delle donne contrapponiamo la nostra libertà, di scegliere e di lottare collettivamente.
Riaffermiamo la nostra libertà e gli spazi di potere conquistati per dire che la sessualità delle donne non è finalizzata alla procreazione, che la maternità non è un obbligo, che l’aborto è una scelta delle donne ma riguarda anche la sessualità maschile.
Questa campagna, è di pura speculazione sui nostri corpi, sui corpi delle donne, una campagna, contro una legge dello stato, che è considerata da tutto il mondo un avamposto di civiltà.
Il nostro appello è che si vieti la circolazione e l’affissione di questi messaggi misogini, di speculazione sulle scelte delle donne, perché l’aborto accompagna la vita di tutte le donne dalla notte dei tempi, millenni di donne morte di ago duro e autoprocurati aborti.
La legge 194/78 lo ha reso pubblico, gratuito, legale e sicuro. Non torniamo ai secoli bui!”.

Donne in difesa della legge 194/78-Civitavecchia