CIVITAVECCHIA – Anche il Movimento Cinque Stelle di Civitavecchia interviene sul futuro assetto delle province dopo il Decreto sulla spending review, sottolineando l’insufficiente dibattito politico a livello locale su questo delicato argomento e, soprattutto, la mancanza di informazione tra i cittadini, che andrebbero maggiormente coinvolti. “Il 30 settembre il governo disegnerà la nuova geografia delle province d’Italia- afferma per il M5S Emanuele La Rosa – Allo stato attuale, il primo di ottobre, senza alcuna consultazione popolare, ci sveglieremo come abitanti metropolitani di Roma, esattamente nel quartiere periferico di Civitavecchia. Il cambiamento è dettato dalla Spending Review, ma le modalità e le ripercussioni sul territorio saranno legate solo agli interessi della casta che a Civitavecchia gode di complicità storiche. Il primo segnale d’allarme nasce dal fatto che nessuno si stia preoccupando di informare e consultare la popolazione riguardo le modalità con le quali viene disegnato questo cambiamento”.
Il Movimento Cinque Stelle di Civitavecchia si dice contrario alla trasformazione del Comune in centro metropolitano di Roma perché porterebbe, secondo i grillini, solo conseguenze negative: “I quartieri di Roma sono municipi di 300 mila, 350 mila abitanti; il quartiere più piccolo, i Parioli, conta circa 200 mila abitanti. Su un totale di 4 milioni e mezzo di anime, le 53 mila di Civitavecchia lontane e periferiche non interesseranno mai a nessuno. La politica dell’area metropolitana di Roma – continua La Rosa – difficilmente cercherà di valorizzare il nostro territorio, la sua cultura e i suoi abitanti. Verranno bensì difesi gli interessi della capitale che probabilmente imporranno delle scelte sciagurate come la creazione della discarica definitiva di Roma o l’uso di un gruppo della Centrale per l’incenerimento dei rifiuti. Tutto sommato cinquantamila voti non valgono come i milioni del comune di Roma”.
Vedono invece positivamente il progetto di allargare l’attuale provincia di Viterbo e formare la nuova “Tuscia” o “Etruria” grazie anche alla comunanza di esigenze, caratteristiche geografiche e storiche, oltre che ad una dimensione cittadina comparabile tra Viterbo e Civitavecchia, per evitare giochi di potere. “Tremila anni di storia ci legano alla Tuscia, – dichiara il Movimento – la stessa Unesco ha riconosciuto l’asse Tarquinia Cerveteri patrimonio dell’umanità. Con il completamento della viabilità Civitavecchia – Viterbo – Terni le imprese potranno ampliare i loro interessi creando notevoli opportunità di sviluppo nel territorio dell’alto Lazio. Un esempio sono i vantaggi fiscali per le imprese e per le famiglie nonché la diminuzione del costo delle assicurazioni RC auto. Permettere ai cittadini civitavecchiesi di risparmiare centinaia d’euro all’anno sarebbe un atto doveroso e compenserebbe l’aggravio dell’Imu già deciso dall’attuale amministrazione comunale. Il binario attuale sembra condurre verso uno scenario che prevede Viterbo accorpato con Rieti, Latina con Frosinone e Civitavecchia all’interno dell’area metropolitana di Roma. Tutto ciò accade – continua La Rosa – in mancanza di chiare espressioni dell’Amministrazione Locale che ha l’obbligo morale di raccogliere la volontà della cittadinanza e farla presente al governo centrale, non quello di arrogarsi il diritto di decidere inseguendo i suoi interessi di casta. Data la delicatezza dell’argomento proponiamo all’amministrazione comunale un incontro plenario tra maggioranza, opposizione e cittadinanza, nel quale il nostro sindaco possa spiegare le differenze tra le due opzioni evidenziando i vantaggi e gli svantaggi di ognuna. Non è giusto che una scelta così delicata non passi solo attraverso i corridoi e le stanze della politica dato l’impatto che avrà nel futuro della città e dei suoi cittadini”, conclude il Movimento Cinque Stelle.






