Anche a Civitavecchia i giovani del Friday for Future scendono in piazza

CIVITAVECCHIA – Il 23 settembre anche i giovani del Friday for Future Civitavecchia scenderanno di nuovo per le strade della nostra città per far sentire la loro voce nell’ambito dello sciopero globale per il clima.

La crisi climatica va trattata come una crisi, è qui e ora, come ci hanno dimostrato il caldo estremo e la siccità di questa estate, la violenta tromba d’aria che ha colpito la nostra città, come ci hanno dimostrato le drammatiche immagini delle Marche di pochi giorni fa – si legge in una nota del Friday for Future Civitavecchia – Crisi climatica e crisi sociale che ne deriva viaggiano a pari passo. Da anni lottiamo contro scelte scellerate che mettono il profitto di pochi prima del benessere collettivo. Sono nate dal basso proposte e progetti alternativi al dogma dei combustibili fossili e al ricatto ambiente-lavoro, arrivati perfino sui tavoli istituzionali, ma le scelte politiche continuano ad essere inefficienti e controproducenti per Civitavecchia e non solo. Proprio due giorni fa è arrivata la conferma che TVN tornerà a bruciare carbone a pieno regime. Anziché guardare al futuro, si torna indietro. A due giorni dalle elezioni politiche, dopo settimane di campagna elettorale in cui si sono riscoperti tutti ambientalisti, lanciamo un appello a tutta la cittadinanza, dai comitati, agli studenti, ai docenti, ai sindacati, ai lavoratori precari e non, ai disoccupati: è tempo di mobilitarsi e portare le nostre rinvendicazioni in piazza, perché, mentre i partiti giocano a creare meme e profili su tik tok e a dividersi le poltrone, ci stanno portando a sbattere contro un muro a tutta velocità”.

“Continuano a chiederci di fare sacrifici – prosegue la nota – come se non fossimo stati sacrificati abbastanza, continuano a soffiare sul fuoco della guerra, le cui ripercussioni ricadono sulle popolazioni attaccate e su di noi con il caro bollette, mentre aziende energetiche come ENI hanno guadagnato il +670% degli utili solo nei primi sei mesi del 2022, pari a più di 7 miliardi, nella totale indifferenza del governo. Salari da fame, morti sul lavoro anche di giovani ragazzi che dovrebbero stare sui banchi di scuola e non in una fabbrica a morire e lavorare gratis. Per questo, per altro, per tutto. Sfondiamo insieme questo muro, il 23 settembre nelle piazze di tutto il mondo e il 25 settembre alle urne”.

Appuntamento venerdì 23 alle ore 09:30 al parcheggio del tribunale di Civitavecchia.

“No bandiere di partito. Dalla fine del mondo alla fine del mese: stessa lotta”.