Anche a Civitavecchia è possibile chiedere la Denominazione Comunale di Origine

CIVITAVECCHIA – Con l’adozione del marchio di Denominazione Comunale di Origine, anche a Civitavecchia è possibile chiedere l’iscrizione di un prodotto tipico nell’apposito registro. Ma cos’è il De.C.O. e a cosa serve?

“E’ un’occasione importante da non perdere – spiega Giulio Santoni Vice Presidente di Confcommercio Civitavecchia – per valorizzare le eccellenze locali, di cui anche Civitavecchia è ricca! Solo per fare qualche esempio, basti pensare alla zuppa di pesce (già inserita nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali), ai biscottini natalizi, alla pizza di Pasqua, alle lumache a San Giovanni, e a tante altre produzioni tradizionali! Si tratta di uno strumento in più a nostra disposizione per censire e valorizzare i prodotti agro-alimentari legati alla storia, alle tradizioni e alla cultura del territorio civitavecchiese. Abbiamo la possibilità di sfruttare una leva di promozione dell’immagine del Comune, per ottenere importanti occasioni di marketing territoriale e ricadute positive sull’intera comunità. Troppo spesso è stato sottovalutato che lo sviluppo economico, culturale e turistico possa passare anche dalla capacità di aggregazione e identificazione, che storia e caratteristiche specifiche di prodotti di qualità possono garantire. È un modo per dare giusto riconoscimento alla professionalità dei tanti bravissimi pasticceri, ristoratori, artigiani e agricoltori che lavorano in città. C’è voluto molto tempo, ma siamo soddisfatti del risultato ottenuto e della collaborazione avviata con gli uffici competenti.

Cosa fare ora? “Tutti gli interessati – prosegue Santoni – devono presentare domanda per chiedere che il proprio prodotto sia iscritto nel registro comunale, impegnandosi a rispettare le regole stabilite dal regolamento. Così facendo, potranno apporre il marchio comunale, che diventa elemento distintivo e qualitativo rispetto alla concorrenza. Confcommercio Civitavecchia si augura che ci sia un buon riscontro da parte di tutti coloro che nel tempo hanno acquisito una grande capacità di valorizzare ingredienti entrati nella tradizione. Siamo, ovviamente, disponibili a spiegare nel dettaglio qual è la procedura da seguire e a fornire la documentazione necessaria da sottoporre alla commissione comunale che valuterà le richieste”.