“Abitare in centro: il miraggio di una salutare dormita”

CIVITAVECCHIA – Non si placa la polemica sulla movida, con Piazza Fratti e la zona del Ghetto ancora protagoniste delle proteste dei residenti. Il weekend appena trascorso ha fatto segnare infatti nuovi eccessi legati soprattutto all’elevato decibel della musica prodotta da alcuni locali, oltre che alla consueta inciviltà di molti avventori e alla ormai consueta invasione di auto all’interno dell’isola pedonale. Un “cocktail” micidiale per la sopravvivenza dei residenti. Dai quali, per voce della signora Angela Rosati, arriva attraverso una lettera sfogo un nuovo appello al Sindaco Pietro Tidei affinché l’Amministrazione comunale ripristini la legalità. Di seguito il testo della sua lettera.

“Anche stanotte ho pensato (non sognato) al nostro Sindaco. Ebbene sì, per tutto l’inverno, dal giovedì alla domenica, ho trascorso buona parte delle nottate pensando a Lui, e a chi permette che cittadini possano essere assediati da musica a decibel illegali, da cantate a squarciagola, urla e immancabile immondizia abbandonata ovunque. Tutto ciò fino alle 2 di notte, 4 giorni a settimana.
Ho da poco pagato l’ennesimo balzello per tenere in piedi i servizi di questa città. Sì perché io le tasse le pago! Pensare che questo non mi dia dei diritti, mi scatena moti di rabbia.
Fino a qualche tempo fa, il mio appartamento, in una stradina del centro chiusa al traffico, pagato per ciò profumatamente, era considerato, dai più, una vera fortuna: silenzio e comodità. Ora, vista la situazione, vorrei scappare, ma non credo che troverei un acquirente.
Insomma colui che è il garante della salute pubblica e con lui le forze dell’ordine coinvolte praticamente ogni sera dagli abitanti e che nulla hanno fatto in proposito, ignora il problema. Mi chiedo su quale potere possano contare i titolari di detti esercizi per potersi beffare delle norme sulla quiete pubblica portando, un intero quartiere, all’annullamento della serenità e al valore degli immobili.
Ma si sa, questa nostra Italia è terreno fertile per chi prevarica e impone. E’ talmente vero che quasi sempre ci si rassegna a subire. Poiché non è nel mio carattere non provare a cambiare le cose, comincio stamani a reagire con un appello.
Caro Sindaco, sarebbe dimostrazione di interesse ai problemi della salute pubblica e rispettoso verso chi, come me, lo ha voluto alla guida della sua città, che provasse a risolvere, prima che partano le inevitabili denunce, tale problema, magari convocando una nostra rappresentanza”.

Angela Rosati