‘A Gauche: “Chi non si riconosce nei valori del 25 Aprile dovrebbe restare a casa”

CIVITAVECCHIA – Dall’associazione politica ‘A Gauche riceviamo e pubblichiamo:

“…L’inquadramento della Banda era formato su delle squadre di Partigiani combattenti ai quali fornivano efficiente ausilio dei gruppi di Patrioti e di Collaboratori che espletavano attività
di collegamenti, pedinando gli elementi sospetti di essere al servizio dei tedeschi…l’attività della Banda si svolgeva nella zona compresa tra i paesi di Bieda, Vetralla, La Cura, Vejano, Barbarano Romano, Civitella Cesi…. Ai primi di dicembre 1943 fu stabilito di allontanare i partigiani dai paesi della zona e di frazionarli in tanti piccoli gruppi, collegati tra loro da staffette, nelle macchie e nelle grotte dei dintorni…. Il comando della Banda, considerando che il paese di Bieda sarebbe rimasto ancora per giorni in balia delle truppe tedesche… decise il 4 giugno 1944 l’occupazione del paese……I tedeschi rimasti nella parte alta del paese si erano asserragliati nella stazione ferroviaria, attaccati dai partigiani si diedero ad una fuga disordinata…”
Un piccolo passaggio preso dal resoconto delle azioni della Banda Partigiana che fu attiva protagonista della Resistenza nelle zone del viterbese, che vide protagonisti molti nostri
concittadini sfollati dopo il terribile bombardamento che distrusse Civitavecchia nel ’43.
Uno dei tanti pezzi della Storia di Liberazione del Paese dal nazismo e dal fascismo.
Azioni e nomi spesso familiari, legati nel tempo da una rete di muta solidarietà e consapevolezza di un percorso comune tanto importante, per loro e per tutti noi.
Una Storia spesso derubricata e mortificata a ordinaria ricorrenza, fino agli insulti e tentativi di cancellazione di oggi, addirittura da parte delle massime cariche dello Stato.
È bene ricordarlo, il 25 APRILE è la celebrazione della LIBERAZIONE del Paese dal fascismo e dal nazismo, senza se e senza ma.
Nulla di pacificato può esserci in un’epoca come quella che stiamo vivendo, in cui sono sempre più drammatica realtà i rigurgiti fascisti e gli ottusi richiami agli artefici dell’epoca più buia della nostra storia.
Il 25 APRILE, la RESISTENZA, le tante storie di chi ha combattuto per regalarci la Democrazia, non sono icone del passato da relegare nei confini di una ritualità raccontata in modo asettico, ma la più viva e presente rappresentazione di sentimenti e sensazioni dell’oggi: l’uguaglianza, la giustizia sociale, L’ANTIFASCISMO.
Quelle giovani e quei giovani di allora non erano diversi dai giovani di oggi, pieni di voglia di vivere, di correre, divertirsi, innamorarsi, sperare, ridere.
Eppure non hanno esitato a fare i conti con le proprie paure, a tirare fuori il coraggio e la consapevolezza della irrinunciabile posta in gioco: la Libertà e la Democrazia.
Non hanno abbassato la testa, mai: questo è il messaggio sempre attuale dei nostri padri Resistenti.
IL 25 APRILE è la festa della Costituzione nata dalla Resistenza.
È la festa dell’ANTIFASCISMO.
Chi non si riconosce in questi valori se ne dovrebbe rimanere a casa, politico o istituzionale che sia.
Bene farebbe a ricordarlo il Presidente Mattarella.

Lucia Bartolini – Associazione ‘A GAUCHE