Appello all’Agraria e alla Regione: “Salviamo il bosco nella Valle del Marangone”

CIVITAVECCHIA – Associazioni e comitati del territorio chiedono all’Università Agraria di Civitavecchia una gestione più sostenibile dei beni che gestisce nello svolgimento delle sue funzioni istituzionali.

Una richiesta, formalizzata attraverso una petizione on line lanciata in questi giorni, che fa esplicito riferimento al Piano di Gestione e Assestamento Forestale 2019-2025 con cui l’Università Agraria di Civitavecchia ha previsto un taglio del bosco in località Macchia del Semaforo e della Castellina, situate tra Civitavecchia e Santa Marinella, e ricadenti nella Zona di Protezione Speciale “Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate” ai sensi della Direttiva CEE 79/409 per la Conservazione degli Uccelli selvatici. Un bosco che, sottolineano associazioni e comitati del territorio (LIPU Civitavecchia-Monti della Tolfa, SROPU, Comitato 2 ottobre, Forum Ambientalista, Societas Herpetologica Italica, sezione Lazio, ENPA Santa Marinella e Associazione Leukothea), “merita di essere gestito in modo più sostenibile”.

La Macchia del Semaforo e della Castellina – dichiarano i firmatari della petizione on line – è il bosco che si può ammirare passeggiando nella valle del fiume Marangone, che tutti amiamo per il suo paesaggio e caratteristiche naturali. E’ un bosco ricco di biodiversità, un habitat prezioso con alberi di tutte le specie tipiche della macchia mediterranea. Nel sito dove è previsto il taglio, inoltre, ci sono importanti evidenze archeologiche, tombe e resti di epoca etrusca, presenti nel Piano Territoriale Paesistico Regionale – Beni Paesaggistici, Tavola B18, Foglio 363: punti sensibili m058_2938 e m058_0435. I boschi tra Civitavecchia e Santa Marinella sono delle vere e proprie foreste mediterranee, qualsiasi azione di taglio o diradamento avrebbe conseguenze gravi sulle specie animali che qui vivono (uccelli, mammiferi, rettili, anfibi e insetti rari) ma il piano dell’Università Agraria di Civitavecchia non ha solo un pesante impatto sulla fauna selvatica. Abbattere centinaia di alberi e transitare con mezzi pesanti modificherà l’aspetto paesaggistico e l’assetto idrogeologico della valle del Marangone, già sottoposta a tutela per dissesto idrogeologico dal P.A.I.”.

“Manifestiamo quindi seria preoccupazione sull’intervento – concludono i firmatari – anche viste le modalità in cui operano i mezzi delle ditte incaricate dall’Università Agraria di Civitavecchia da due mesi attive in diverse aree del territorio (sponda destra del Marangone, Colle dell’Angelo e Monte Paradiso). Chiediamo all’Università Agraria di fare un passo indietro e alla Regione Lazio di impedire futuri interventi nella Zona di Protezione Speciale e di riaprire la procedura di Valutazione di Incidenza per il PGAF 2019-2025, valutando nuovamente l’impatto alla luce dei recenti lavori svolti dall’Università Agraria di Civitavecchia”.

La petizione, denominata “SALVIAMO IL BOSCO NELLA VALLE DEL MARANGONE, TRA CIVITAVECCHIA E SANTA MARINELLA!”, in due giorni ha già raccolto quasi 800 firme, ed è disponibile sulla piattaforma change.org al seguente link:

www.change.org/Stop_Taglio_Macchia_Semaforo_e_castellina