“Servizi pubblici locali: Moscherini parla con lingua biforcuta”

Roberto BonomiCIVITAVECCHIA – Secondo anticipazioni della stampa, la Giunta si appresterebbe a prorogare il bando di cessione di Hcs. Qualora la notizia venisse confermata sarebbe la riprova del caos che regna nella maggioranza e della scarsa serietà di un Sindaco che in tema di servizi pubblici ha cambiato più volte posizione senza mantenere la parola data. Se fossimo in un vecchio film western gli indiani non avrebbero alcun dubbio: Moscherini parla con lingua biforcuta.
Difficile sostenere il contrario. Per prendere i voti alle elezioni il candidato Moscherini ha promesso che avrebbe risanato – e non veduto – i servizi pubblici locali. Una volta diventato Sindaco, preso atto della propria incapacità gestionale, ha quindi fatto una bella pernacchia ai civitavecchiesi avviando allegramente la cessione di Hcs. Scosso dal risultato del referendum, ha poi dichiarato che sarebbe tornato sui suoi passi, salvo un nuovo ripensamento che l’ha prima condotto a confermare il bando di cessione e poi a prorogarlo di ulteriori dieci giorni. Non ci sono parole.
La cessione di Hcs avviata dalla Giunta discende una delibera ormai superata, in quanto fondata su una norma di legge – il famoso articolo 23 bis – sonoramente abrogata dal referendum di giugno. Un referendum, è bene ricordarlo, che ha sancito la contrarietà degli italiani alla privatizzazione di tutti i servizi pubblici e non solo di quello idrico. Inoltre, il processo di cessione mostra crepe evidenti, riscontrabili ad esempio nella incedibilità di HCS stabilita dallo statuto societario “in house” della medesima e imposta dallo stesso Statuto Comunale: nodi che presto o tardi dovranno essere affrontati, visto che sull’intera operazione pende un ricorso al Capo dello Stato. In queste condizioni, risulterebbe una ulteriore forzatura l’annunciata proroga di un bando che, nel caso fosse effettivamente scorporato il settore idrico, assumerebbe di fatto un oggetto diverso dall’originale.
Un sano buon senso dovrebbe spingere l’Amministrazione ad interrompere il processo di cessione di Hcs, tanto più dopo l’eclatante risultato referendario. Ma, come è evidente, Moscherini dimostra il più profondo disprezzo della volontà popolare, al pari del Governo Berlusconi che nella manovra di agosto ha avuto il fegato di riproporre la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Per tutti loro l’opinione dei cittadini conta ben poco, loro vivono nel Far West mica in Italia.
I civitavecchiesi non vogliono la privatizzazione dei servizi pubblici, come dimostra anche il successo della raccolta di firme per il referendum cittadino contro la delibera 71, vigliaccamente sospinta nella palude di Palazzo del Pincio. Faremo il possibile per dar corso a questa volontà.

Roberto Bonomi – Prc