“Occorre una politica sana che sappia proteggere l’imprenditoria sana”

LucianiCIVITAVECCHIA – Nella nostra città nell’ultimo ventennio c’è stata una gestione negativa ed un incapacità della politica di capire le trasformazioni ed i processi che avvenivano sul territorio in ambito occupazionale.
Se da una parte gli effetti della globalizzazione hanno avuto poco eco nel tessuto produttivo locale perché Civitavecchia è una realtà poco industrializzata, hanno avuto un fortissimo impatto le privatizzazioni e le dismissioni totali o parziali delle aziende di stato.
La politica nostrana non è riuscita a difendere la presenza sul territorio delle società pubbliche come la SIP, le Poste, gli uffici ENEL, i servizi traghetto FF.SS. e Tirrenia, le caserme e le strutture militari che ormai hanno ridotto la loro presenza con lente e continue dismissioni o sono sparite del tutto facendo perdere alla città migliaia di posti di lavoro tra occupazione diretta ed indotto e una validissima “palestra occupazionale” anche se a livello stagionale, per i nostri giovani.
La classe politica che ha amministrato la nostra città negli ultimi 20 anni, esclusa una parte esigua della sinistra, non è riuscita a contrastare questo processo e soprattutto non ha progettato ne lavorato per realizzare alternative sul territorio che avrebbero potuto dare una fonte occupazionale ai giovani.
Ritengo che oggi sia ancora possibile colmare questo vuoto attraverso un nuovo patto sociale cittadino, un unione tra le forze sane della nostra città.
In questa fase occorre una classe politica nuova e rinnovata che sostituisca l’interesse generale a quello personale e che esercitando un ruolo di garanzia per tutti i cittadini sappia fare da collante all’unione tra porto, settore energetico, città e territorio, imprenditoria locale, lavoratori e loro rappresentanti.
Occorre “una politica sana” in grado di valorizzare e far sviluppare “l’imprenditoria locale sana” e proteggerla da interventi ed appetiti “stranieri” che spesso dietro a megaprogetti faraonici nascondono soltanto un saccheggio ed uno sfruttamento del nostro territorio.
Bisogna guardare alle sinergie virtuose, come l’esperienza portuale ad esempio, dove da una parte le realtà imprenditoriali, dall’altra i lavoratori hanno creato un modello vincente che deve essere esportato sul territorio.
Un processo in cui la città di Civitavecchia potrebbe essere per la prima volta, capofila nel nostro paese nella promozione di un nuovo modello di sviluppo del territorio con le imprese che hanno un utile stabile nel tempo ed i lavoratori che vedono garantiti i livelli occupazionali con prospettive concrete di miglioramento.

Enrico Luciani – Coordinatore Sinistra Ecologia e Libertà