Dopo 100 morti forse accordo per fermare la guerra civile in Ucraina

La presidenza ucraina ha annunciato in un comunicato di aver raggiunto dopo una lunga notte di negoziati un accordo tra il presidente Viktor Ianukovich, l’opposizione, l’Ue e la Russia. Alle ore 11:00 italiane è prevista la firma di un documento per mettere fine alla crisi politica e, si spera, agli scontri di piazza che in questi mesi hanno portato a più di 100 morti tra manifestanti e forze di polizia.

La protesta in Ucraina era iniziata a novembre come “europeista” e migliaia di persone
erano scese in piazza per protestare contro la decisione del presidente ucraino di
congelare un accordo di associazione e libero scambio con l’Ue per riavvicinarsi a Mosca che nei mesi precedenti aveva usato vari ricatti economici fino ad arrivare a bloccare per una settimana ad agosto le importazioni dei prodotti ucraini. Sempre ad agosto era stata arrestata l’ex premier Tymoshenko accusata di aver stipulato un contratto per la fornitura di gas russo senza il preventivo consenso del governo, i manifestanti erano scesi in piazza per chiedere la sua liberazione e nuove elezioni democratiche, nel frattempo come segno di protesta diverse statue di Lenin sono state abbattute sia a Kiev che nelle regioni vicine.

Il nome della manifestazione nel corso dei mesi è rimasto lo stesso “EuroMaidan”, riprendendo il nome della piazza simbolo della rivolta, ma la situazione si è sempre più spostata verso la guerra civile quando l’obiettivo principale dei dimostranti che sfidavano il potere e la polizia è diventato quello di cacciare Ianukovich e il suo “regime filorusso”, sono state emanate delle “liberticide” leggi anti-protesta e sono iniziate le violenze gratuite delle forze speciali contro chi manifestava pacificamente.Piazza Madan e le zone limitrofe sono diventate un campo di battaglia tra manifestanti e polizia, chi attaccava con sassi divelti dai marciapiedi e chi rispondeva con proiettili veri.
Il sindaco di Kiev ha denunciato il “bagno di sangue” e abbandonato il partito di Ianukovich, il governo ha ammesso l’uso di proiettili veri da parte degli agenti per “legittima difesa” e ha puntato il dito contro gli estremisti della piazza che hanno fin da subito rigettato ogni tregua. Sappiamo ormai tramite i vari canali web che decine di persone sono state colpite, con tiri mirati a testa e gola, dai proiettili dei poliziotti, un tweet ci riporta un grido di disperazione toccante e straziante quando Olesya Zhukovskaya, paramedico di 21 anni,colpita da un proiettile scrive su un social network “Sto morendo”. Il messaggio fa il giro della rete e gli attivisti di Euromaidan denunciano la morte della giovane poche ore dopo.

La condanna è unanime da parte di tutta la comunità internazionale, uno scenario difficile da arginare in un moderno ritorno alla guerra fredda tra Mosca e i paesi occidentali.
La titolare della Farnesina, Emma Bonino conferma la decisione di imporre sanzioni verso coloro che “si sono macchiati di sangue” con l’annullamento dei visti e il congelamento di asset finanziari. L’Europa alla fine punta il dito contro Ianukovich accusato come “primo responsabile” della strage, gli Usa si mostrano “indignati” con le autorità ucraine e pretendono il ritiro delle forze di sicurezza dai luoghi della rivolta, la Russia replica imputando le violenze agli ultrà dell’opposizione e accusa l’Occidente di sobillare la piazza. L’Ucraina si trova sempre di più in una situazione critica, ad un passo da nuovi scontri e nuove mattanze, se i negoziati non avranno esiti positivi ed attuabili in poco tempo si rischia che il paese, spaccato da innumerevoli problemi interni, possa andare incontro ad uno scenario di disgregazione territoriale dal momento che ci sono regioni a forte impronta
antirussa e nazionalista contrapposte a zone da sempre russofone