LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di George Orwell

962

Scritta nel 1937, Orwell ci offre una panoramica su quelli che erano gli ideali della Rivoluzione Russa, basati sul sogno di eguaglianza e sul marxismo, utilizzando la satira come mezzo stilistico narrativo. Gli animali di una fattoria che si ribella alla tirannia degli umani cerca così di instaurare una società di eguaglianza, senza discriminazione alcuna. Basta poco tempo, tuttavia, che i maiali, più intelligenti e organizzati, assumono il controllo della situazione, nascondendo dietro l’apparente ricerca del bene comune cupidigia ed egoismo. È così che gli animali, giorno dopo giorno, iniziano a divenire sempre più simili all’uomo, disinformando, maltrattando e privando tutti gli altri sottomessi delle libertà conquistate, fino alla più alta trasformazione che porta l’autore a scrivere:

Gli animali da fuori guardavano il maiale e poi l’uomo, poi l’uomo e ancora il maiale: ma era ormai impossibile dire chi era l’uno e chi l’altro”.

Un romanzo sempre attuale in ogni epoca storica e in ogni panorama di governo, in cui cambiano gli addendi dell’operazione, ma il risultato, mosso dagli interessi individuali che prevaricano il bene collettivo, non cambia, creando una comunità in cui i pochi “forti” controllano e gestiscono le vite dei sempre molti “deboli”, schiavi dei paradigmi della società costituita