Siamo tutti un po’ gay: lo dicono gli studi

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Fin da quando siamo piccoli ci viene insegnato che l’uomo si differenzia dagli animali per la sua capacità di raziocinio. Sicuramente tale insegnamento è fondato solo che, così come posto, non lascia trapelare gli aspetti negativi della questione. Il raziocinio, infatti, comporta nell’uomo un’estrema tendenza a ragionare per comportamenti stagni: una cosa è o bianca o nera, punto. Quando, però, trapela qualcosa di inaspettato,  ecco che il sistema va in tilt: così nasce “il diverso” che siccome spaventa deve essere subito catalogato. Purtroppo però esistono cose che non possono essere catalogate e gli ultimi studi stanno dimostrando che la preferenza sessuale è una di queste. Uno dei primi a sostenerlo è stato Alfred Kinsey, che nel ’48 creò la sua omonima scala che dimostra come la preferenza sessuale di un individuo, nel corso della sua esistenza, oscilli tra una tendenza omosessuale e una eterosessuale. Kinsey, inoltre, ha intuito l’esistenza di alcune sfumature tra i due apici che testimoniano come la preferenza sessuale di una persona sia sempre soggetta a variabili. Ora, a distanza di anni dalla nascita della sua scala, Kinsey probabilmente sarebbe soddisfatto di sapere che gli studi più accreditati sull’argomento gli  stanno dando ragione. Secondo le ultime ricerche, infatti, l’orientamento sessuale non può essere considerato come qualcosa di certo. Chi crede il contrario ragiona per preconcetti di tipo sociale e/o religioso. Probabilmente, infatti, se la nostra società non fosse così omofobica la percentuale di coloro che si aprirebbero all’amore omosessuale sarebbe maggiore. In definitiva questo è uno dei pregiudizi sull’argomento che lentamente sta scomparendo e molti altri lo seguiranno. Però ci vorrà del tempo e il perché è presto detto: il “diverso” è tale perché fa paura e chi prova paura smette di ragionare. In questo aspetto gli uomini non sono più di tanto diversi dagli animali.