Parma Capitale Italiana della Cultura 2020

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ROMA – Stamane, con inizio alle ore 11,00, presso la Sala Spadolini del MiBACT si è svolta, alla presenza di un folto pubblico, composto dai rappresentati delle varie città in lizza e da tanti giornalisti della carta stampata, delle radio e delle varie TV nazionali e locali, la semplice cerimonia di proclamazione della .

Cerimonia durante la quale il prof. Stefano Baia Curioni (direttore della laurea Specialistica di Economia per l’Arte e la Cultura all’Università Bocconi) presidente della Giuria di Selezione che nei giorni scorsi aveva incontrato tutte le delegazioni delle dieci finaliste e studiato a fondo i loro dossier, ha consegnato, dopo una sua breve e precisa introduzione, al ministro Dario Franceschini la busta contenente il nome della città prescelta (all’unanimità dalla Giuria) che si è imposta sulle altre nove “agguerrite” finaliste che erano, in ordine alfabetico: Agrigento, Sicilia; Bitonto, Puglia; Casale Monferrato, Piemonte; Macerata, Marche; Merano, Alto Adige; Nuoro, Sardegna; Piacenza, Emilia Romagna; Reggio Emilia, Emilia Romagna; Treviso, Veneto.

La busta aperta dal ministro Franceschini conteneva il foglio con il nome di Parma (il cui esaustivo dossier ha convinto pienamente la Giuria) che appunto sarà Capitale Italiana della Cultura 2020. Il ministro Franceschini nell’occasione ha anche dichiarato rivolgendosi in particolare alle altre nove città finaliste: “Già entrare nella shortlist è motivo di vanto, è come entrare nelle nomination agli Oscar, sui film poi viene scritto ‘ha ottenuto la nomination agli Oscar’. Quindi bene e grazie a tutte le città”.

Va ricordato che Parma, come città vincitrice, si vedrà assegnato un contributo di 1 milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del Patto di Stabilità; ma, soprattutto, godrà di un’ampia visibilità nazionale, europea e mondiale, come ribadito anche da Franceschini, (da non dimenticare il riconosciuto, internazionalmente, primato italiano in ambito culturale attestato anche dai 53 Siti UNESCO iscritti nella World Heritage List che ne fanno il leader mondiale del settore) che gli consentirà (come già accaduto a Mantova nel 2016, a Pistoia nel 2017 e sta avvenendo per Palermo quest’anno) di implementate, in maniera più che ragguardevole, il flusso turistico/economico nel suo territorio, nel suo hinterland ed anche, di riflesso, nella provincia e nella regione di appartenenza.

Ovviamente molto soddisfatto il sindaco di Parma Pizzarotti che ha voluto sottolineare la totale sostenibilità e la coesione del progetto presentato. È noto come Parma, anche in virtù di alcuni prodotti gastronomici del suo territorio (famosissimi,planetariamente, fra i tanti altri, il prosciutto ed il parmigiano) e di alcune grandi aziende di punta del settore (ad es. la Barilla che ha istituito pure in loco la prestigiosa e seguitissima Italian Food Accademy) è ritenuta la “capitale” della Food Valley italiana. Fra l’altro non è tanto casuale che ivi, dal 2002, ha sede l’importantissima EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), l’unica Authority europea che attualmente risiede nel nostro Paese (per quella sul farmaco (l’EMA – European Medicines Agency) assegnata per sorteggio ad Amsterdam, vedremo prossimamente se i ricorsi italiani fatti a tutti i livelli comunitari avranno successo).

Tra i molteplici elementi culturali che danno e hanno dato grande lustro a Parma, vi è da considerare, fra gli altri, il famosissimo romanzo “La Certosa di Parma” scritto da Henri Beyle (Stendhal) e l’altrettanto famoso “tempio” mondiale della lirica rappresentato dal suo Teatro Regio. Storicamente Parma è città di antico lignaggio in quanto in zona sono stati fatti ritrovamenti archeologici risalenti addirittura all’Età del Bronzo, un comprensorio che successivamente divenne (lgs. Tito Livio) pure un importante centro etrusco poi conquistato dai Galli Boi, fino a quando, nel 183 a.C., fu acquisita dall’antica Roma durante la sua inarrestabile espansione nel nord della penisola; a proposito sembrerebbe che il suo nome derivi proprio dall’antico scudo tondo romano visto che la città, in origine, aveva anche lei una forma circolare.

L’anno prossimo (2019) il titolo non verrà assegnato in quanto l’Italia già vanta Matera come Capitale Europea della Cultura ed una omologa designazione (seppure in chiave solo nazionale) è stata intelligentemente evitata. Va ricordato come il titolo di Capitale Italiana della Cultura venne istituito proprio a seguito, a suo tempo, dell’ampia e motivata partecipazione di molte città italiane al titolo di Capitale Europea della Cultura 2019.

 

Arnaldo Gioacchini – Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO