Lavoratori a partita Iva: figli di un Dio minore?

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CIVITAVECCHIA – Il Decreto Cura Italia doveva essere la prima importante risposta alla grave situazione di emergenza data dal Coronavirus, ma in realtà sembra non aver avuto la forza di plasmare un’adeguata tutela di prima istanza per tutti, lasciando inevitabilmente insoddisfatte alcune categorie. E tra queste i possessori di partita IVA, in particolare coloro che sono iscritte a Ordini Professionali.
Molti professionisti locali hanno contattato la nostra redazione anche per avere aggiornamenti sulla situazione territoriale dell’epidemia, dando al contempo libero sfogo anche alle mancate misure a tutela della categoria che abbraccia avvocati, ingegneri, geometri e tantissimi altri professionisti.
“Ci chiediamo: siamo noi figli di un Dio minore? Vale veramente così poco il nostro contributo alla società?” È questa la domanda più frequente.
Ci sentiamo quindi in dovere di portare in risalto quanti, in questa prima misura – e sperando in ulteriori correttive – si sono sentiti abbandonati dal Governo, sebbene non è la prima volta, ci dicono.
La partita IVA è quel lavoratore che gode della libertà lavorativa, spesso fatta di malattie non prese, ferie divise tra mare e studio professionale, orari iper-flessibili.
La speranza è che il prossimo “decretone” porti a compensare lo squilibrio delle misure attuali, senza oboli o contentini, ma estendendo gli indennizzi alle partite IVA degli Ordini Professionali (senza farle finire nel calderone degli autonomi) e le detrazioni fiscali, quali il credito di imposta per affitti dei propri studi.
Non è competenza dei mezzi di informazione dire al Governo cosa fare o non fare, ma sicuramente dobbiamo stimolare l’impegno a fare di più da parte della classe dirigente, a prendere misure importanti e certe per tutti i soggetti colpiti dalla situazione di emergenza, essendo sempre più alto il rischio di un tracollo economico ogni giorno che passa.

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