La risata dell’ex Commissario Iurato scandalizza l’Italia

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CIVITAVECCHIA – E’ bufera su Giovanna Iurato, ex Commissario prefettizio di Civitavecchia nel 2008 subito dopo la caduta della Giunta Saladini. Le prime pagine di tutti i giornali nazionali riportano infatti l’accusa dei Pubblici ministeri della Procura di Napoli secondo i quali la Iurato, durante il suo mandato da Prefetto all’Aquila all’indomani del tragico terremoto del 2009, avrebbe ammesso di aver simulato la sua commozione davanti alle macerie della Casa dello studente, dove morirono otto ragazzi, accompagnando il racconto di questa simulazione con una sonora risata. Ad incastrarla, secondo i Pm, sarebbe una intercettazione telefonica con il Prefetto Francesco Gratteri nel corso della quale la Iurato gli rivelerebbe per l’appunto ridendo le sua false lacrime. “Era una risata nervosa, a volte si reagisce anche così di fronte alla paura” si difende lei in una interista apparsa oggi su Repubblica . “La mia non fu una finzione, quelle lacrime versate davanti alla Casa dello Studente furono vere. Chi mi conosce, come il Sindaco Cialente, sa che dico la verità”. Ma le sue giustificazioni non sembrano convincere, tanto che l’indignazione la rabbiasono esplose prepotenti a L’Aquila e in tutta Italia. Le famiglie e i parenti delle vittime del terremoto dicono: “E’ un fatto vergognoso. Dovrebbe esserci lei nei nostri panni, allora sì che capirebbe cosa vuol dire versare lacrime vere”. Feroci e furibondi i commenti via web: “Non sono esseri umani” uno dei post apparsi su Facebook. Non entra nel merito della vicenda ma non nasconde il suo disagio, invece, il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri: “E’ una cosa triste ma non esprimo giudizi”. Lapidaria invece l’ex Presidente della Provincia di L’Aquila Stefania Mezzopane: “Si inginocchi lì dove ha versato lacrime finte e chieda perdono in ginocchio”. La vicenda riporta alla memoria un’altra telefonata ed un’altra risata che scandalizzarono l’Italia: quella dell’imprenditore Francesco Maria Piscicelli che, a poche ora dal sisma, quando si stavano ancora contando le vittime e cercando i dispersi, rideva con un amico all’idea di quanti profitti avrebbe ricavato dalla ricostruzione.