Breve tregua fino a mercoledì, poi di nuovo freddo

Una settimana caratterizzata tra mercoledì a venerdì da temperature quasi primaverili e in Sicilia di inizio estate. L’inizio della settimana invece ha fatto registrare sulle regioni del nord piogge e nevicate sui rilievi. Tali precipitazioni nevose hanno interessato le Alpi e l’Appennino soprattutto tra lunedì e martedì scorsi, le piogge sempre i questi giorni sono state anche intense soprattutto sulla Sardegna e sulle regioni centrali, ma senza problemi di sorta. La nebbia è tornata a fare da padrone sulla Valpadana e al centro lungo le valli e le coste. Tutto questo fino a sabato, poi improvvisamente il tempo è cambiato son tornate le piogge e a partire dal nord la neve. Venti freddi hanno iniziato domenica a scendere su tutte le regioni italiane, preludio forse a nuove saccature di aria fredda polare? Vediamo allora cosa ci preserva la settimana entrante.

Previsioni dal 4 al 10 febbraio

Contrariamente a quanto si sperava, visto che “i giorni della Merla” non sono stati particolarmente freddi, non la primavera, ma prepotente ritorna l’inverno. Inverno rigido in particolare deciso a colpire le regioni centro meridionali con piogge anche forti e nevicate a quote basse. Al nord invece prevarrà la variabilità, ma con temperature rigide che potranno ostacolare in alcuni casi la viabilità sulle strade di fondovalle e di montagna, nevicate comunque sono previste sulle Alpi orientali. Verso lunedì sera un momentaneo miglioramento del tempo sulle estreme regioni meridionali. Ma poi anche qui graduale nuovo peggioramento. A metà settimana al centro e al sud è prevista una breve tregua, poi nuovamente si registrerà un nuovo flusso di correnti di origine artica che faranno ulteriormente scendere le colonnine di mercurio. Nella prima parte della settimana prevarranno i venti da nord, poi a metà quelli da ovest e infine torneranno più sostenuti quelli da nord. I mari ovviamente saranno quasi ovunque da mossi ad agitati, soprattutto quelli che interessano le coste occidentali della Sardegna. La nebbia, a parte fenomeni locali, dovrebbe abbandonare valli, pianure e coste. (a cura di Accademia Kronos)