CIVITAVECCHIA – “I politici che non vogliono il bene di Civitavecchia cercano di trasformare il dibattito in rissa in modo da raggiungere due obiettivi: non assumersi alcuna responsabilità; impedire all’avversario di esporre chiaramente le proprie idee. Gli esperti di comunicazione chiamano questa tecnica: produzione di rumore. Noi non cadremo nella trappola di accettare la rissa e continueremo a informare l’opinione pubblica sulle nostre proposte e a cercare un confronto costruttivo con tutti coloro che vogliono risollevare Civitavecchia dallo stato di prostrazione morale ed economica in cui si trova”. Così l’On. Pietro Tidei, pur non nominandola direttamente, replica alle dichiarazioni del Vice Sindaco Annita Cecchi che nei giorni scorsi aveva commentato con toni ironici la proposta di una “Cittadella della giustizia” proposta dallo stesso Tidei e dall’Avv. Fabrizio Lungarini.
“In realtà – commenta il Deputato del Pd – sberleffi e parole in libertà nascondono una realtà politica molto più consistente. La seguente: a livello parlamentare il centrodestra sta tentando di salvaguardare i piccoli Tribunali del Nord Italia, dove, con tutta probabilità, si concentrano interessi di quello schieramento politico. Personalmente e politicamente mi sto battendo non per campanilismo, ma perché per il bacino di utenti e numero di interventi il Tribunale a Civitavecchia è un’istituzione indispensabile per il nostro territorio. Chi ha a cuore gli interessi dei cittadini si muove con questo spirito. Chi non ha a cuore la permanenza del Tribunale a Civitavecchia – conclude – convoca un incontro con l’Ordine degli Avvocati e poi non si presenta. Esattamente quello che ha fatto il Sindaco lunedì scorso”.
Replica alla Cecchi anche l’Avvocato Fabrizio Lungarini, secondo cui “in un momento nel quale si copre di cemento la città senza nemmeno ipotizzare una qualche utilità pubblica di ciò che si va costruendo, è grave utilizzare a fini di propaganda elettorale le istanze che vengono da chi le aule di giustizia le frequenta tutto l’anno. ’Da ora in poi’ non è solo uno slogan, ma un modo di parlare dei fatti senza perdersi in polemiche.
Attualmente si spendono 80 mila euro l’anno, si offre uno scarso servizio ai cittadini e si mette a rischio la permanenza del tribunale. Se è questo il concetto di utilità pubblica che vuole portare avanti l’aspirante vicesindaco, io non sono d‘accordo”.






