Tarquinia. Bufera politica dopo lo strappo Mazzola-Serafini

giovanni olivo serafiniTARQUINIA – Tira aria di tempesta a Tarquinia dopo la defenestrazione di Giovanni Serafini (nella foto) dal ruolo di Vicesindaco ad opera di Mauro Mazzola. Pri e Api criticano infatti la decisione del primo cittadino confermando la loro fuoriuscita dalla maggioranza.
“Il suo personalismo ormai noto a tutti gli elettori ed esponenti politici – afferma il segretario cittadino del Pri Pietro Serafini – è sfociato di nuovo giovedì con la revoca delle deleghe al vice-sindaco Giovanni Serafini, senza nemmeno informare direttivi e partiti della maggioranza, tantomeno lo stesso Pd. Il partito che rappresento vuole conoscere chi ha eventualmente tenuto un comportamento non consono di stampo personalistico, visto che il sindaco riconduce una tematica esclusivamente politica al piano personale”. Quanto all’accusa di Mazzola di voler costruire un’alleanza di centro sganciandosi dall’asse con il Pd Serafini conferma senza remore tale obiettivo, “necessario proprio per evitare un monocolore che possa condizionare l’attività politica senza una corretta dialettica e confronto tra le parti”. “Il sindaco rappresenta un organo di coordinamento di uno schieramento e quindi sarebbe opportuno che l’attività politica sia concertata tra le parti invece di assumere atteggiamenti dittatoriali ormai segnati dalla sua storia”. “Infine – conclude Serafini – considerato che con il decisivo apporto del mio partito è stato eletto alla carica di sindaco, con la nostra uscita di scena per correttezza e coerenza politica dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni, invece di togliere le deleghe”.
Critiche a Mazzola anche dal segretario provinciale dell’Api Marcello Mariani che, nell’esprimere solidarietà a Giovanni Serafini, rileva come “quello che il Pd ed il Sindaco Mazzola hanno compiuto a Tarquinia denotano miopia e scarsa lungimiranza in tema di alleanze, in ogni caso per noi è grave e ci teniamo a ribadire pubblicamente che atti simili non servono a fermare il cammino avviato con Pri, Fli, Udc, e movimenti civici cittadini che insieme ad Alleanza per l’Italia (API) vogliono replicare in Provincia di Viterbo il forte scossone che a livello nazionale ha rimesso in movimento la politica italiana”. “Non si tratta soltanto di una vicenda da relegare a incompatibilità personali o a vicende amministrative locali – prosegue – Si tratta, a nostro avviso, di un fatto grave perché ha colpito Serafini e insieme tutto il partito e gli elettori che esso rappresenta. Esso avrà ripercussioni sulle vicende delle prossime elezioni Comunali a Tarquinia e può segnare pregiudizio per i rapporti politici del Pd con il Terzo Polo in, tutta la Provincia”.
Ma il Pd tarquiniese si schiera a difesa di Mazzola confermando il suo pieno sostegno all’attuale primo cittadino. “Ha dato ampia dimostrazione di saper amministrare la cosa pubblica con competenza e senso di responsabilità afferma il segretario Centini – Siamo già al lavoro per costruire un nuovo progetto, atto a garantire la necessaria continuità politica per far crescere ancora Tarquinia. Esprimiamo amarezza per la scelta del Pri di lasciare la maggioranza, sebbene abbia condiviso con noi quasi tutta la legislatura con risultati lusinghieri tra cui, ultimo in ordine di tempo, il successo alle elezioni per il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca. Il Pri ha trasformato un problema personale in un ostacolo politico tra le due coalizioni, con modi e tempi sospetti che lasciano dubbi e perplessità. Il nostro partito si è sempre dimostrato alleato serio e leale non venendo mai meno agli accordi programmatici presi. Lasceremo le porte aperte al Pri e saremo disponibili al dialogo, come lo siamo sempre stati, con le forze politiche e della società civile che pongono Tarquinia al centro di tutto. No ai giochi sottobanco, ai trucchi o alle mezze verità di un modo di far politica che non appartengono al Pd”: