SANTA MARINELLA – Il Capogruppo di Maggioranza Marco Maggi (nella foto) stigmatizza il comportamento dell’Assessore Rodolfo La Rosa dopo le dimissioni annunciate nel corso del Consiglio comunale di martedì dopo l’acceso dibattito sul Piano Casa.
“L’ultimo Consiglio Comunale – afferma Maggi – convocato per esaminare il Piano Casa, da qualsiasi parte lo si voglia valutare, ha indubbiamente prodotto un lavoro accurato e responsabile, inviando alla città un preciso segnale sull’attenzione che da sempre questa amministrazione pone sulle problematiche strategiche del territorio. Si può ben comprendere che non era affatto semplice conciliare in un unico atto amministrativo le tante e variegate aspettative ed esigenze dei semplici cittadini, degli artigiani, degli imprenditori e dei professionisti del settore. Viviamo tutti in un momento socio-economico di grande difficoltà che impone, in ogni decisione, di non sottovalutare le ripercussioni di vario tipo che potrebbero poi ricadere sulla città e sul territorio”.
“Muovendo da queste considerazioni – prosegue – si è deciso, per un aspetto, di confermare autorevolmente le doverose tutele al nostro patrimonio urbanistico e oltremodo di creare urgentemente occasioni ‘non invasive’ di sviluppo e di lavoro per un settore, quello edilizio, ormai in crisi recessiva sul territorio nazionale e n on solo locale. In questo contesto abbiamo colto favorevolmente la posizione assunta dalla minoranza, che al di là delle diverse valutazioni politico-amministrative, ha comunque offerto un contributo importante alla discussione consiliare, arrivando poi ad astenersi sulla votazione finale, in maniera, a mio modo di vedere, molto responsabile. In questo ambito di atteggiamenti, comunque costruttivi, si stenta a comprendere la posizione assunta dall’assessore La Rosa. Personalmente ritengo che si possa anche divergere dalle posizione generali assunte dalla Maggioranza o dalle eventuali modifiche apportate, anche all’ultimo minuto, verso decisioni già assunte. Quello che invece non riesco a condividere è l’intransigenza concettuale con la quale si ripropongono ad oltranza le proprie tesi, anche in contrasto con quelle di tutti gli altri e soprattutto il bisogno di manifestare atteggiamenti di aperto contrasto in ambiti pubblici, che proprio perché tali, sovraespongono che li attua, e purtroppo, allo stesso tempo, impongono una successiva e inevitabile coerenza di comportamento”.






