SANTA MARINELLA – Sono passate appena due settimane da quando l’Ama ha passato il testimone per la gestione del verde pubblico, la raccolta dei rifiuti e lo spazzamento delle strade alla Gesam, che se ne occuperà per i prossimi cinque anni, ma il sindaco di S. Marinella Roberto Bacheca si è già dichiarato “soddisfatto degli ottimi risultati che la società sta ottenendo e che sono sotto gli occhi di tutti” forte del fatto di –“aver ricevuto numerosi apprezzamenti dai cittadini”. Ma cosa ne pensano davvero i cittadini di quello che Bacheca considera “un grande traguardo dell’Amministrazione e la realizzazione di un impegno preso in campagna elettorale”? È imbarazzante notare che la maggior parte della gente intervistata, su un campione del tutto casuale di una ventina di persone, alla domanda “Con il passaggio della gestione del verde pubblico alla Gesam, la città è già più pulita come dice il sindaco Bacheca?” ha risposto di non aver notato alcuna differenza. Molti non sapevano neanche del cambiamento della società di riferimento. Sicuramente è ancora presto per tirare le somme e fare bilanci, ancor più se la popolazione non ha neanche notato la differenza, in bene o in male che sia e quindi si ritiene, per lo più, che le affermazioni del sindaco siano premature. I cassonetti sono rimasti gli stessi, il personale al lavoro è numericamente ridotto, e quindi materialmente impossibilitato a fare la differenza in così poco tempo. Gli esponenti della minoranza hanno richiesto delle schede tecniche per verificare che la società Gesam, risultata vincitrice della gara di appalto, abbia effettivamente tutto ciò che è stato richiesto dal bando, poiché ritengono che l’esito non sia stato regolare e a questo proposito hanno già presentato per ben due volte una denuncia alla Procura della Repubblica di Civitavecchia e, non avendo ricevuto alcuna risposta, hanno inoltrato gli atti a Perugia. Anche l’altra società in gara, la Tec nego, ha fatto ricorso al Tar per lo stesso motivo. Ad ogni modo, è ancora troppo presto per “sputare” sentenze. “Diamogli tempo” e “speriamo bene” sono le risposte più comuni ricevute oggi dalla nostra Redazione. Effettivamente un po’ di pulizia è stata fatta, ma, per la stessa ammissione degli addetti della Gesam, “le attrezzature non sono efficienti, i mezzi sono nuovi, grossi e bellissimi, ma funzionavano meglio quelli vecchi”-, inoltre lavorano con le vecchie divise dell’Ama che, tra l’altro, dovranno essere restituite a breve, mentre quelle della Gesam non sono ancora pronte. Non è pronto neanche il sistema dello “spazzino di quartiere”, e il lavoro non è ancora a pieno regime e, a questo proposito, ci si chiede come faranno ad essere pagati. “Il lavoro grosso è stato fatto lungo l’Aurelia e davanti allo Sporting club, ma lì hanno sempre pulito”, dice una signora, sottolineando che poco o niente è cambiato, che dove non pulivano prima non stanno pulendo neanche adesso. “Se hanno pulito meglio per noi e meglio per loro, perché hanno casa pure loro qui” risponde un’altra signora, aggiungendo che “in Via Crescenzio, dove abito, faccio la spazzina io a casa mia, loro stanno al bar a bere e chiacchierare, andassero a lavorare che lo stipendio lo prendono. A me per pulire la strada non mi paga nessuno, anzi, siamo noi che paghiamo le tasse”. “In via Etruria devono chiamare ‘Chi l’ha visto?’ per gli spazzini, non si vedono mai, non ci arrivano” dice un signore. Ad eccezione di un unico commento positivo di un signore che ritiene che “le strade sono più pulite, a parte gli escrementi dei cani, ma in questo caso è la cittadinanza che non si è adeguata al nuovo concetto di pulizia”. Il parere comune è che sia comunque troppo presto per apprezzare dei cambiamenti, che forse la Gesam ha accettato un impegno troppo grosso per una ditta così piccola, che ci sono troppi pochi uomini e con mezzi malfunzionanti per cambiare in così poco tempo la situazione del paese e che, se davvero hanno intenzione di farlo, dovranno lavorare duro per stupire favorevolmente gli arrabbiatissimi e disillusi cittadini di S. Marinella che, ad oggi, non ritengono affatto che la città sia già più pulita.
Francesca Ivol






