S. Marinella. Affollata assemblea sul Piano Benigni, ma l’Amministrazione diserta

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alibrandi2SANTA MARINELLA – Plauso dai consiglieri di minoranza del centrosinistra al Comitato 11 Agosto dopo la partecipata assemblea pubblica di sabato scorso sui Piani integrati Benigni a cui, nota stonata, non ha tuttavia preso parte alcun rappresentante dell’Amministrazione.
“I relatori – riferiscono dalla minoranza – hanno illustrato le ragioni per cui un così numeroso gruppo di cittadini è contrario al P.I. Benigni e alle sue modalità di attuazione. A fronte della possibilità di costruire quasi 30.000 mq di edilizia residenziale (in una zona in cui il Piano Regolatore non prevede cemento) alla città verrebbero restituiti: un ponte che serve in realtà alla vendita dei nuovi appartamenti; un parco, che fatti i calcoli non è altro che il verde previsto dalla legge per i 30mila metri quadrati, niente di più; una zona di edilizia sociale, di cui peraltro è prevista la collocazione ma non la realizzazione; una zona di ‘servizi’, che invece di essere identificati in scuole, uffici pubblici o quant’altro, si prefigurano in realtà come semplici attività commerciali o, peggio ancora, un multisala per il quale non è previsto a quanto pare né un parcheggio né un’adeguata viabilità. E a proposito di viabilità, è stato fatto notare come le strade in prossimità del futuro quartiere siano già sin troppo ristrette per i flussi attuali, figurarsi quale sarà la situazione dopo la realizzazione del Piano Integrato”.
L’accento è stato posto inoltre sull’enorme problema causato dal sistema fognario della nuova urbanizzazione. “I nostri amministratori – proseguono i consiglieri di minoranza – non hanno infatti imposto al costruttore di predisporre un sistema fognario adeguato per le nuove palazzine, le quali si collegheranno al sistema pre-esistente, già al limite delle sue capacità, se non oltre. Allo stesso modo non è stato considerato l’effetto delle nuove costruzioni sulle dinamiche idriche della zona, notoriamente già ad altro rischio alluvioni. Le acque pluviali, infatti, grazie all’impermeabilizzazione causata dal cemento, andranno ancor più a confluire nel fosso di Ponton del Castrato, già considerato dalle autorità idro-geologiche un bacino ad elevatissimo rischio. È quindi più che comprensibile che gli abitanti della zona siano preoccupati: la nostra città non può diventare di nuovo il teatro di tragedie come quelle delle passate alluvioni”.
Infine è stato fatto il punto della situazione sull’iter di questo Piano Integrato. Il comitato ha infatti inoltrato un ricorso al Tar. Nel frattempo sono molti gli uffici a competenza provinciale, regionale e nazionale che devono approvare il progetto, in base a parametri di rispetto del territorio e dei vincoli ambientali. “Anche se la parola finale spetta alla Regione – concludono dalla minoranza – è reale la possibilità di parere negativi da parte degli enti interessati. E quindi (nonostante i nostri prodi amministratori locali abbiano proceduto a testa bassa nell’approvazione di questo progetto, non certo nell’interesse della città o dei cittadini) la speranza che questo progetto possa essere arrestato è tutt’altro che spenta”.