CIVITAVECCHIA – “Cosa succede in porto?”. Se lo domanda il Coordinamento cittadino di Forza Italia, rilevando come da qualche giorno, Domanda per niente leziosa, la nostra, giacché lo scalo nel porto storico, si stia assistendo ad un “fermento di ruspe, demolizioni, cantieri improvvisati, il tutto nell’indifferenza apparente dei due enti che dovrebbero preoccuparsi della tutela e del rispetto della legge: l’Autorità Portuale e il Comune”. “Alcuni cittadini – proseguono da Forza Italia – ci hanno infatti chiesto se le opere che stanno prendendo piede non nascondano una serie di abusi edilizi conclamati. Noi non ci crediamo, tuttavia ci pare bizzarro che, in un momento di drammatico fermo edilizio, non si dia pubblicità all’avvio di interventi del genere. Né aiuta un cartello di cantiere ‘opportunamente’ sbiadito, che non sembra riportare quindi alcun accenno alle necessarie autorizzazioni per le opere all’interno di due prestigiosi locali all’interno del porto storico, e tanto meno chi sta eseguendo gli interventi. Di qui la domanda che ci hanno fatto: la società esecutrice o il titolare delle opere hanno o meno il parere archeologico preventivo (art. 41 del Ptpr e art. 21 del Dlgs 42/2004)? E cosa ne è dei pareri ministeriali obbligatori e preventivi? Ancora: le opere sono state autorizzate ai sensi del Codice della Navigazione (art. 55)? E il parere obbligatorio dell’Agenzia delle Dogane, c’è o no? Altri dubbi: la dichiarazione d’inizio attività (Dia) al Comune è stata fatta seguire da qualche risposta, o sono stati fatti scadere i termini senza proferire verbo? Ah, saperlo… Anche perché i cittadini che magari vorrebbero investire un po’ di denaro per adeguare i propri locali sono sistematicamente costretti ad una trafila burocratica preso i vari uffici di Palazzo del Pincio quando si tratta di locali ordinari, figuriamoci quando invece si opera su immobili di alto pregio come quelli descritti. Basta ricordare le recenti vicende di verande, dehors, persino per vasi decorativi con piante che sono stati oggetto di una campagna repressiva dell’amministrazione senza precedenti. Invece – concludono dal Coordinamento di Forza Italia – si lavora con le ruspe in presenza di vestigia romane, intonaci dell’800 e quant’altro e non c’è un solo occhio a controllare? Una disparità in tal senso sarebbe gravissima e ne conveniamo con chi ci ha segnalato questa scottante questione. Chissà che gli scienziati del Comune non abbiano un minuto da sottrarre ai loro studi per dedicarci una risposta”.










