CIVITAVECCHIA – Ha ragione il cittadino di San Liborio a lamentare pubblicamente (il 25 u.s.) una situazione di continua difficoltà nell’approvvigionamento idrico del suo quartiere e a sottolineare che una tale precarietà non può certo continuare, né penalizzare le 20mila persone che vi risiedono.
E la situazione è ormai tale che il grande lavoro portato a termine da questa Amministrazione comunale – e dall’assessorato alle manutenzioni in particolare – su molte arterie cittadine, il sensibile miglioramento della circolazione pedonale ottenuto con la riqualificazione, il rifacimento e la messa a norma di chilometri di marciapiedi, la diffusa introduzione delle rotatorie con la conseguente soppressione di tanti semafori costituiscono risultati molto positivi che però rischiano di essere oscurati dalle difficoltà di distribuzione dell’elemento liquido aggravata dalle tante perdite e dal dissesto delle strade, il cui manto stradale andrebbe rifatto in più punti.
Non si vuol capire che la cittadinanza non tollera le disfunzioni e i disagi che le vengono imposti. E neppure che le risorse finanziarie necessarie per intervenire con efficacia e celerità, sebbene richieste e sollecitate, non vengano assegnate all’assessorato alle manutenzioni, ed anzi Campidonico – complice il clima elettorale che impera – sia oggetto, di tanto in tanto, di scavalcamenti e sovrapposizioni, operati anche tramite strutture parallele che ricorrono alle cosiddette procedure di “somma urgenza”, inopportune e incongrue anche sotto il profilo dei costi.
Viene asserito che c’è una obiettiva scarsità di risorse economiche.
Ora, premesso che i rapporti che il Polo civico ha instaurato con l’Amministrazione comunale, con la maggioranza di cui è parte e con il sindaco, sono sempre stati improntati a sentimenti di naturale lealtà e amicizia, per cui dal movimento si plaude o si critica, ma sempre con onestà intellettuale al solo fine di realizzare l’interesse della città e conferire il valore che merita all’operato dell’Amministrazione, sembra che da un po’ di tempo si voglia creare ad arte una distanza incolmabile tra noi e la maggioranza.
E’ appena il caso di rammentare che l’assessorato alle manutenzioni, nel realizzare le opere di sua competenza, ha spaccato il soldo (invero non molto) per poter intervenire sulle perdite idriche della cosiddetta “rete colabrodo”, sui vari problemi della viabilità, dell’illuminazione e delle fognature, riuscendo a mantenere alla città uno standard di vivibilità sicuramente superiore alle risorse ricevute. Ora si dice che risorse finanziarie non ve ne sono più, e data la congiuntura sfavorevole che nessuno ignora l’affernazione ha un suo fondamento.
Però, secondo noi, che già da tempo avevamo illustrato nella sua interezza la complessità della situazione, la maggioranza, di concerto con le altre forze politiche, avrebbe dovuto impegnarsi per l’ingresso contrattato, quando ancora l’operazione era fattibile, in Acea Ato 2, trasferendo su di essa i costi del rifacimento della rete e della sistemazione dei depuratori. In alternativa e nelle more, il bilancio comunale avrebbe dovuto prevedere lo stanziamento di somme proporzionate alle necessità di manutenzione della rete e il finanziamento di un invaso idoneo ad agevolare l’alimentazione di determinate zone. Magari rinunciando ad altri obiettivi, come la cittadella della danza, struttura che per carità tutti vorremmo realizzare, ma non appena si fosse provveduto alle cose essenziali, dato che le casse comunali mal sopportano il deficit di bilancio. Così come le tasche dei cittadini.
Il Consiglio direttivo del Polo civico






