Pasqua e pasquetta: ristoranti semivuoti e agriturismi al completo a S. Marinella

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Passeggiata2 s. marinellaSANTA MARINELLA – Il tempo atmosferico non ha certo aiutato,  la mancanza di ponti e la distribuzione dei giorni festivi sul calendario neanche, la crisi poi ha fatto il resto. Come sono state passate le recenti vacanze di Pasqua e pasquetta dagli abitanti di Santa Marinella e dai villeggianti della Perla? Quanto ha influito la crisi sulle abitudini  vacanziere primaverili? I bar hanno registrato attività a pieno regime, soprattutto per quanto riguarda colazioni, aperitivi e happy hour. Sembrano irrinunciabili cornetto e cappuccino al mattino, prosecco e salatini a mezzogiorno e aperitivi vari prima di cena. “La gente c’è, ma spende sempre di meno, se prima su cinque persone che venivano facevano cinque ordinazioni, adesso ne fanno tre o quattro, si smezzano le cose e stanno più attenti a spendere – spiega un barista del centro cittadino – Vengono persone soprattutto a fare colazione la mattina, leggono il giornale, parlano con gli amici, passano il tempo anche, oppure prima di pranzo o di cena, vengono a fare l’aperitivo, cose così, per esempio c’è meno gente che compra panini e tramezzini per pranzo, patatine, bibite varie, ste cose qua. Giusto magari le gomme, le ricariche del telefono, e invece di prendere il resto molti si comprano i gratta e vinci”. Affari più o meno stabili per i bar dunque, che non hanno subito più di tanto le conseguenze della crisi, né i “benefici” delle giornate festive. Tutto esaurito invece per pizzerie, al taglio e al piatto, agriturismi e piccole trattorie. Sono in molti infatti a prediligere la cucina casereccia e più economica rispetto ai tipici ristoranti di pesce che hanno fatto la fortuna della città in tempi decisamente più felici. In difficoltà infatti i ristoranti, dove fino a qualche anno fa bisognava prenotare il posto per il pranzo pasquale con largo anticipo, adesso si stenta ad occupare tutti i tavoli. Poche le prenotazioni e magre le ordinazioni, tranne in rari casi. “Ci dobbiamo adeguare, i soldi sono sempre di meno, le spese, anche per noi, sono invece in aumento, e dobbiamo andare incontro alle esigenze dei clienti senza rinunciare al livello e alla qualità del servizio e quindi creiamo dei menu ad hoc per le feste, così chi non vuole ordinare in modo tradizionale, più costoso per forza di cose, può approfittare del prezzo fisso”. Folla di gente nei supermercati, nella maggioranza dei casi si è infatti preferito pranzare a casa, magari con amici e parenti riuniti, e cucinare tutti insieme per il pranzo di Pasqua, avendo cura di conservare gli avanzi per il lunedì dell’Angelo, che, a causa del tempo incerto, ha visto molti pranzare a casa nuovamente e uscire per una passeggiata solo nel pomeriggio. I più avventurosi hanno preparato il  tradizionale pranzo al sacco facendo la fortuna dei forni cittadini e dei piccoli alimentari e hanno passato la giornata all’aria aperta, fin quando è stato possibile, lasciando i più timorosi a barcamenarsi in cucina. La crisi fortunatamente non sta quindi mettendo in ginocchio le finanze dei locali, sta però cambiando le abitudini della popolazione, indigena e turistica, che preferisce adesso spendere meno soldi e mangiare in maniera meno raffinata quando è possibile e riservare il lusso gastronomico alle occasioni particolarmente importanti come battesimi, cresime e matrimoni.

Francesca Ivol