L’urlo di Piazza S. Giovanni: “Berlusconi a casa”

pdE’ un successo di partecipazione la lunga giornata del PD in piazza San Giovanni. Da tutta Italia migliaia di persone hanno affollato Roma ed hanno partecipato alla lunga prova di forza del primo partito d’opposizione. La giornata minaccia pioggia, ma la lunga scaletta prevista non subisce variazioni, con esibizioni musicali molto applaudite (su tutti il prof. Roberto Vecchioni becca proprio la standing ovation) e interventi eterogenei tra cui quello molto appassionante di Laura Boldrini, dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati; un pensiero costante per la tragedia che stanno vivendo Liguria e Toscana attraversa poi tutta la piazza.
Piazza che si scalda quando arrivano il video saluto del futuro candidato alle presidenziali francesi Francois Hollande e l’intervento dal palco del leader della SPD Sigmar Gabriel; i militanti salutano dunque con grande calore l’arrivo del segretario Bersani che in un lungo discorso si appella inizialmente all’orgoglio democratico, lancia un patto tra progressisti e moderati “per una legislatura di ricostruzione”, e soprattutto lancia la sfida al centrodestra: “Berlusconi deve andare a casa, o ci va da solo o ce lo manderemo noi o in Parlamento o alle elezioni”.
Accolto da bordate di fischi l’intervento del premier che nega la crisi economica, e Bersani attacca di nuovo parlando della necessità di creare un fronte che si metta alla prova per costruire dopo lo sconquasso, che guidi l’Italia in Europa. “Il posto che le spetta di diritto – afferma – “Berlusconi, lui nella tragedia si è ritagliato un posto ma solo nelle vignette di satira. E sia chiaro che anche di questa vergogna dovrà rispondere”.
Bersani detta la linea: punire gli speculatori, rendere equo il fisco, tassare rendite e speculazioni, dall’euro non si torna indietro, possibilità reali e di qualità per donne e giovani. Per il Partito Democratico c’è un solo modo per uscire dalla crisi “con l’equità”, rincara il segretario: “Se i sacrifici bisognerà farli, li decideremo noi. Almeno questo, un grande Paese deve poterlo dire. E un grande Partito deve dirlo”.
Presenti alla manifestazione anche i leader di Sinistra Ecologia e Libertà e dell’Italia dei Valori, che hanno commentato positivamente la giornata e si sono aggregati al messaggio di unità generale. Anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi era presente, ma per lui ci sono stati momenti di confronto col popolo democratico che non era esattamente ai suoi piedi (anche qualche contestazione per il giovane “rottamatore”).

Simone Pazzaglia