Ladispoli. Senza esito la petizione contro il gioco d’azzardo

roulette gioco d'azzardoLADISPOLI – Oltre mille firme raccolte per contrastare il gioco d’azzardo a Ladispoli, ma ancora nessuna risposta dal Comune. E così l’associazione l’AltraLadispoli, promotrice della petizione, sollecita nuovamente l’Amministrazione comunale a dare seguito a quanto richiesto dai firmatari, i quali hanno manifestato chiara preoccupazione per un fenomeno che nel corso di pochi mesi si è espanso a vista d’occhio.
“Le preoccupazioni – spiegano i responsabili dell’associazione – riguardano la presenza nelle sale da gioco di minori, la vicinanza a scuole e luoghi di aggregazione, la facilità di accesso che spesso porta persone in condizioni di fragilità a cadere in una vera e propria dipendenza, i rischi per l’economia di tante famiglie già assediate dalla crisi economica. Abbiamo consegnato le firme circa un mese fa. Da allora, dopo un invito alla riunione della Commissione consiliare attività produttive, silenzio assoluto. L’associazione, ma soprattutto i cittadini che hanno sottoscritto la petizione si chiedono se questa è la considerazione che l’Amministrazione ha dei processi partecipativi che nascono dal basso. Noi ribadiamo nuovamente le nostre proposte: chiediamo che il Sindaco chieda l’intervento della Prefettura e delle forze dell’ordine affinchè sia prevenuto e sventato ogni eventuale collegamento con fenomeni illegali quali l’usura ed il riciclaggio che altrove sono stati già denunciati”.
L’obiettivo è spingere la Asl e la Regione ad istituire anche nel distretto sanitario di Cerveteri/Ladispoli un servizio per la prevenzione e cura delle tossicodipendenze, tra cui ricomprendere anche il gioco patologico.
“Riteniamo che anche la Regione – concludono da l’AltraLadispoli – nelle persone del Governatore Renata Polverini e l’Assessore alle Politiche Sociali Aldo Forte vadano sensibilizzati, poiché il fenomeno investe anche importanti competenze regionali e non solo: la Regione Lazio, al pari di quanto già proposto dalla Regione Liguria, può promuovere l’approvazione di una legge statale che affronti globalmente e più incisivamente il fenomeno. Queste proposte possono rappresentare una prima e concreta risposta ad una problema complesso, ma ci chiediamo a questo punto se l’Amministrazione comunale intenda farsi carico seriamente dei problemi e delle preoccupazioni dei suoi cittadini”.