LADISPOLI – “Le dichiarazioni di pochi giorni fa del sottosegretario all’economia Polillo sulla gestione dei servizi idrici sono di una gravità assoluta e stravolgono l’esito dei referendum del giugno scorso”. Questa la ferma presa di posizione del circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà che sottolinea come “non esiste nessuna liberalizzazione dei servizi pubblici, e soprattutto di quello idrico, che rispetti l’esito del referendum”.
“Gli italiani hanno scelto in massa, così come gli abitanti di Ladispoli – commentano da Sel – Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. A Ladispoli l’esito di quei referendum toccò una partecipazione ben oltre il 50%, con una prevalenza nettissima di si. Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica. La gestione pubblica dell’acqua e l’uscita degli interessi privati dal servizio idrico, come sostenuto anche dal Forum italiano in queste ore”.
Secondo Sel, con le elezioni amministrative alle porte, è dunque bene porre al centro della campagna elettorale la questione dei servizi pubblici e comprendere quali sono le posizioni delle forze che si candidano al governo della città.
“Quella si Sinistra Ecologia e libertà – proseguono – è chiara a tutti e nota da tempo. All’esito dei referendum, straordinaria esperienza di democrazia, il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il ‘contagio’ si estenda fuori Italia”. “Noi non ci stiamo – concludono da Sel – Anche su questo, come sul tema della riforma elettorale come ha scritto il nostro Preidente Nichi Vendola il paese può conoscere una gigantesca disobbedienza civile”.






