LADISPOLI – Egregio Direttore,
ho appreso di un comunicato stampa del Comune di Ladispoli relativo a quanto è successo che ha determinato le mie dimissioni da Direttore generale del Comune e registro che lo stesso Comune, già nel titolo, fa cenno a una ricostruzione “fantasiosa dei fatti” da cui si prende ogni distanza, rilevandone persino l?utilizzo del tempo condizionale.
Non conosco la ricostruzione a cui si fa riferimento e mi dispiace che della vicenda rimanga l?aspetto più spiacevole di una reazione scomposta e ingiustificata che mi ha indotto a registrare non solo la cessazione del rapporto di fiducia, come reca il comunicato, ma persino l?impossibilità di una relazione fondata sul confronto civile.
Nel comunicato si afferma che “l?unica cosa certa è che tra il Sindaco Paliotta e il dott. Fabiano la fiducia è venuta meno”. E da questa affermazione si rivela come si vuole proporre una “verità ufficiale” sull?accaduto. E ciò si conferma nell?annuncio minaccioso di ricorrere all?autorità giudiziaria per risalire al titolare delle mail con le quali qualcuno ha osato diffondere una versione “diversa” rispetto a quella del Palazzo.
Premesso che non occorre fare ricorso ad alcuna autorità, ma è sufficiente l?utilizzo di adeguati strumenti informatici (e ciò mi fa ritenere che si tratta di un annuncio e non sarà fatto nulla in tal senso), vorrei essere informato sulle generalità di questa persona che ha ritenuto di evidenziare quello che il sistema politico “stranamente” ha inteso di ignorare o persino di approvare. A meno che non si tratti proprio di uno di questi, costretto a celarsi per non uscire allo scoperto.
Se può servire mi preme informare chi non lo avesse ancora compreso che sono in pochi a credere che “non sia accaduto nulla” o che persino la reazione scomposta e poco garbata sia giustificabile, come si vuole far credere, accrescendo di ridicolo quello che già è. Ma non sarà facile imporre a tutti la stessa versione o persino il silenzio, nè pretendere di identificare ciascuno che la pensi diversamente con il ricorso all?autorità giudiziaria, solo perchè ancora coltiva il sano gusto della verità e non cade nelle mistificazioni del potere.
E? proprio questo stile e la pretesa di poterlo manifestare liberamente, con sfrontatezza e senza alcun disturbo, nè remora di carattere etico, che mi ha indotto a rinunciare all?incarico di direttore generale.
Come ho già avuto modo di affermare, non intendo soffermarmi sull?accaduto perchè si porterebbe sul piano personale quello che invece, come rilevo ormai da tempo è un problema di sensibilità generale verso le istituzioni e il ruolo ad esse assegnato perché perseguano realmente il fine dell?interesse generale riconoscendo che il principio elementare di democrazia vuole che gli amministratori si sentano “civil servant” e non prìncipi aristocratici.
Dott. Santo Fabiano – ex Direttore Generale del Comune di Ladispoli






