LADISPOLI – “Nessuna inversione di rotta dopo la nostra fuoriuscita dalla maggioranza”. E’ questo il principale appunto che il Partito socialista muove al Pd dopo lo strappo consumatosi mesi orsono nella maggioranza con l’approvazione del Bilancio 2011.
“L’Amministrazione ha continuato ad operare con lo stesso metodo basato sulla compartecipata gestione di pochi noti con i funzionari di riferimento, convocando Consigli Comunali nei quali solo il consolidato trasversalismo con parte dell’opposizione ha consentito l’approvazione solo dei punti ritenuti ‘importanti’ Eppure i motivi che avevano determinato il nostro allontanamento non erano di poco conto – affermano gli esponenti locali del Psi – Chiedevamo al Partito Democratico di non barattare il suo Codice Etico con una disonorevole ‘Real Politik’; chiedevamo, sia pur riconoscendo i limiti imposti dalla difficile situazione economica nazionale, una maggiore attenzione per settori vitali come i Servizi Sociali, la Scuola, la Sanità e la Cultura ed infine chiedevamo che tutto ciò si realizzasse in un clima diverso, capace di dare un’anima ed un più ampio respiro ad un Governo cittadino che si stava sempre più allontanando dalla gente. Un programma di fine legislatura quindi che congelasse le maggiori controversie legate soprattutto alla materia urbanistica e garantisse la rimozione, senza ulteriori infingimenti, di tutte le condizioni di illegalità o di conflitto d’interessi esistenti”.
Ma per il Psi nulla è accaduto. “Non sappiamo se questo assordante silenzio dipende da un disinteresse nei nostri confronti o da una effettiva incapacità del Pd di Ladispoli di elaborare una risposta politica. Nell’uno caso o nell’altro si tratta di una pericolosa stagnazione che non si concilia con una realtà in profondo cambiamento ed in continuo movimento da cui il Palazzo è sempre più estraneo”.
La proposta è dunque quella di creare una piattaforma elettorale di Sinistra “aperta a tutti coloro che per differenza culturale rispetto all’attuale spesso becera ‘politica del fare’ ritengono prioritari i problemi delle Persone, soprattutto se socialmente più deboli”. “Solo così – concludono dal Psi – potremo evitare che Ladispoli possa diventare, un mattone dietro l’altro, una triste appendice della periferia di Roma”.






