Inizia la chiusura degli accessi alla statale Aurelia

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TARQUINIA – Inizia la chiusura degli accessi alla statale Aurelia da parte della Sat. Questa mattina, come riferisce il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, l’accesso al km 83.3 presso Pian Boaro (Farnesiana), è stato infatti sbarrato (vedi foto). “L’accesso – commentano dal Comitato – serviva un’azienda del nostro territorio, un B&B. Un colpo duro per una piccola attività a gestione familiare, già duramente provata dai lavori dell’autostrada Tirrenica, che hanno tolto alla struttura pace, visibilità ed ora anche l’accesso diretto. Ad aggravare una situazione già di per se drammatica, la prepotenza, l’ennesima, con la quale SAT ha portato avanti la sua tabella di marcia. Nessuna ordinanza della SAT, né tanto meno del comune di Tarquinia è stata pubblicata; nessuno ha avvertito la proprietaria della chiusura dell’accesso, così che questa potesse avvertire la propria clientela. Semplicemente chiuso da un momento all’altro. Anni di sacrifici annientati da una scelta scellerata, solo questo è per ora l’autostrada Tirrenica. Le attività cadranno una ad una e non è più possibile evitare di aprire gli occhi, né di attribuire le responsabilità. Il Comune di Tarquinia, quasi sicuramente informato anticipatamente del fatto, non ha ritenuto doveroso né rispettoso, avvertire un’azienda operante nel proprio territorio, né i residenti”.
“Risuonano nella testa di tutti le rassicurazioni – proseguono – a questo punto senza valore, da parte di chi ha sempre proclamato di difendere il proprio territorio, dichiarando di voler garantire gli accessi fino al completamento della viabilità alternativa. Parole che adesso, palesemente disattese, fanno temere il peggio in previsione della futura chiusura dell’accesso alla Farnesiana. E se qualcuno penserà ancora di affermare che il Giro di Peppe, ovvero la strada doganale, così come è ora, con i lavori ancora in corso, senza la precedente realizzazione del ponte sul fiume Mignone, è una ‘soluzione idonea’ (cit.), ci auguriamo abbia il pudore di tacere. E’ ora che il territorio pretenda rispetto e non c’è altro modo per farlo se non impedendo né avvallando tali soprusi nel silenzio più totale. La nostra voce e i nostri atti, questa sì è un’affermazione da prendere sul serio, non cesseranno fino a quando questi saranno i fatti”.