FIUMICINO – Il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino si schiera contro l’impianto di digestione anaerobica che l’Ama vorrebbe realizzare a Maccarese, in viale dell’Olmazzetto, su una superficie di circa 17 ettari. Per questo la Presidente Carla Petrianni ha deciso di sottoporre alla Commissione di Riserva Naturale Statale del Litorale del Comune di Roma e al Sindaco di Fiumicino Mario Canapini gli elementi che, a suo avviso, rendono impossibile la realizzazione dell’opera in questione. “L’area sulla quale si intende realizzare l’impianto – dichiara Carla Petrianni – ricade all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, istituita con D.M. del 19.3.1996, con le finalità di cui all’art. 3 del citato decreto; la suddetta area è tutelata dal PTP e dal PTPR quale area agricola ad alto valore paesaggistico; l’area è sottoposta a vincoli paesistici (ex L.431/85) rappresentati dalla fascia di rispetto dei laghi e dei corsi d’acqua; lo Studio di Impatto Ambientale presentato dall’Ama – continua la Presidente del Comitato – si limita ad elencare i vincoli paesaggistici ed ambientali insistenti sull’area senza pronunciarsi in merito alla compatibilità o meno dell’intervento con il complesso sistema vincolistico insistente sull’area, (a parere di chi scrive proprio perché impossibile attestarne la compatibilità); trattasi di area che in base al Prg vigente ha destinazione urbanistica agricola, tutelata in quanto tale dal Piano Territoriale Provinciale Generale che non consente l’approvazione di varianti urbanistiche; l’area di intervento come è noto è area di bonifica; l’equilibrio del sistema idrogeologico della zona di bonifica è particolarmente delicato e sensibile e conseguentemente la realizzazione dell’impianto in tale area si presenta carica di pericoli considerato che la falda acquifera nella zona è ad appena 2 m dal piano di campagna; il sedime dell’impianto si colloca – prosegue la Petrianni – in una rette fitta di corsi d’acqua e di canali naturali ed è sottoposta a tutela per pericolo inondazione secondo il Piano Stralcio Assetto Idrogeologico; in direzione est rispetto al sito di intervento insiste un’area boschiva sottoposta a regime di vincolo località Colli delle Macchie; nelle immediate vicinanze dell’area in questione si trovano casali di valore estetico tradizionale; l’area oggetto di intervento è a 150 m dal confine nord di una struttura di pesca sportiva; è a circa 600 m dall’Azienda Agricola Sogea utilizzata anche per abitazioni; a circa 5 km sono presenti 5 fattorie e a soli 2 km un centro zootecnico; in entrambe le aree di prima collocazione e di ampliamento sono presenti biotipi di elevato valore naturalistico da proteggere; nella zona sono presenti già altri impianti analoghi: due centrali a biomassa di proprietà della Maccarese Spa, l’esistente compostaggio dell’Ama Spa che già crea, a causa probabilmente – conclude la Presidente – di una scarsa ed inadeguata manutenzione nonché alla tipologia del materiale organico in ingresso, notevoli disagi ai residenti con forti e persistenti emissioni odorigene; voci insistenti, confermate fra l’altro dal Consigliere Comunale Silvano Zorzi in data 21 settembre u.s., parlano di una nuova centrale a biomassa da Kw 0,999 nella zona di Maccarese su viale di Porto”.
Il timore del Comitato è che la vocazione agricola del territorio stia per essere completamente abbandonata per lasciare il posto ad attività di tipo industriale che snaturerebbero irrimediabilmente il paesaggio e la vocazione agricola di questo lembo di campagna romana che andrebbe invece tutelato.






