Il Registro dei tumori ora è legge regionale

CIVITAVECCHIA – Disco verde dalla Pisana alla legge regionale che istituisce il Registro tumori. Il voto di oggi è stato salutato con particolare soddisfazione dai rappresentanti locali del territorio, tra cui Gino De Paolis (Sel) e Devid Porrello (M5S), tra i firmatari della proposta avanzata dallo stesso Movimento Cinque Stelle.
“Da oggi nella Regione Lazio la presenza del Registro Tumori è un dovere di legge – afferma Porrello – La nostra proposta depositata pochi mesi dopo il nostro insediamento alla Regione Lazio ha visto oggi la sua approvazione finale. Finalmente con questo strumento avremo la possibilità di capire in maniera uniforme e scientifica l’incidenza di questa patologia su tutto il territorio regionale e soprattutto si potrà relazionare alle varie situazioni di degrado ambientale che insistono sul territorio dimostrando così la correlazione tra malattia e sfruttamento indiscriminato dell’ambiente. E sebbene questa legge ha una portata regionale, il mio pensiero non può che andare, oltre alle varie gravi situazioni che affliggono la nostra Regione, a Civitavecchia e all’alta incidenza tumorale che colpisce la città da decenni a causa di importanti forme di inquinamento come le centrali termoelettriche di Emel e Tirreno Power e il Porto con le sue navi da crociera che emettono scarichi per far funzionare i servizi di bordo. Fino ad oggi il registro tumori era una iniziativa lasciata alla buona volontà dei singoli e che ha portato comunque a dei risultati come il registro di Latina, strumento accreditato presso l’Airtium e quello di Viterbo che aveva appena cominciato la procedura di accreditamento per passare poi ad altre ASL, come la Roma F e Rieti che avevano iniziato il percorso. Tutte queste realtà saranno implementate nel Registro Tumori che coinvolgerà tutte le ASL della Regione dando così un quadro completo dell’incidenza di questa patologia sul territorio. E questa volta per legge”.
Egualmente soddisfatto De Paolis: “Stiamo parlando di un tragedia che colpisce senza discriminazione e senza logica chiunque. Un dramma sempre più diffuso che coinvolge tante e troppe famiglie – afferma – Oggi questo Consiglio prova a dare qualche risposta, approvando all’unanimità una norma che parte dalla prevenzione per arrivare alle cure palliative e del dolore. Come Sinistra Ecologia Libertà avevamo già in occasione del Collegato al Bilancio provato ad inserire un emendamento che istituisse questo registro. Non era quella la sede giusta, ma è stata l’occasione per porre il tema nell’agenda politica delle Regione. Per questa ragione abbiamo in modo convinto sostenuto la Pl presentata dai colleghi del M5S, a cui va un ringraziamento particolare. Questa è una vittoria per i cittadini e per tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio. Accanto alla legge è importante sottolineare l’approvazione di alcuni Ordini del Giorno che accompagnano il testo. Se il Registro dei tumori serve infatti a monitorare le specificità della situazione di ogni territorio e a stabilire in base ai risultati dell’incidenza tumorale le azioni da intraprendere, con gli ordini del giorno approvati si è andati oltre: in primo luogo si è chiesto l’inserimento di un reparto radioterapico in tutte le Asl e in secondo luogo si è posta attenzione sull’esigenza di garantire in tutti i territori presidi per le cure oncologiche, come gli Hospice. Su quest’ultimo aspetto infatti è una normativa a stabilire che per ogni posto letto presente in strutture come gli Hospice oncologici scaturiscano 4 assistenze domiciliari. Il combinato dei due impegni ha l’obiettivo di agire in modo concreto per garantire assistenza psicologica e medica al maggior numero possibile di persone ed evitare soprattutto lo strazio del pendolarismo per cure. Un modo per provare quindi ad alleviare la fatica e la sofferenza di chi oggi è costretto a percorrere anche centinaia di chilometri per sottoporsi alle terapie necessarie. Un fatto inaccettabile per chi lo vive ma più in generale per un Paese che si vuole definire civile. Oggi – conclude De Paolis – ci sentiamo orgogliosi e anche un po’ più utili.”