Il Natale consegna a S. Marinella un’economia stagnante

Passeggiata2 s. marinellaSANTA MARINELLA – Crisi. Non si parla più di altro. In strada, sui giornali nazionali, ai tg televisivi e radiofonici, nei talk show, nei pub e nei salotti di casa. Natale. Le feste si stanno avvicinando, le case e le strade sono ormai addobbate con luci e decorazioni colorate, si fanno le liste dei regali e si inizia a dare un’occhiata in giro. Questi due elementi, la crisi finanziaria più grave dalla Seconda Guerra Mondiale e il periodo festivo natalizio, in che rapporto si trovano? Negli ultimi decenni la parola chiave in questo momento dell’anno era “consumismo”, e oggi? E nello specifico, come è mutata la situazione in una cittadina di provincia che vive prevalentemente di attività legate al turismo estivo come Santa Marinella? La risposta è inattesa: “è cambiato poco e niente, stiamo come l’anno scorso”. Questa l’opinione di diversi lavoratori nel campo commerciale. “Non è cambiato quasi niente, è tutto più o meno come l’anno scorso – commentano al supermercato Elite – in un modo o nell’altro le spese continuano a farle”. “Per noi che lavoriamo con i clienti fissi – dichiara una fruttivendola del rione Pirgus – la situazione è la stessa, di solito a fine novembre-inizio dicembre c’è un calo nelle vendite e poi verso la metà di dicembre c’è un rialzo, ma le cose non vanno male, potrebbero andare meglio, molto meglio – continua – ma tutto sommato non vanno male, stiamo come l’anno scorso”. “Non mi sembra ci sia un calo di vendite – risponde una giornalaia – anzi, negli ultimi giorni c’è stato un aumento esponenziale per quello che è successo – riferendosi ad un fatto della cronaca locale – ma anche la settimana scorsa era tutto nella norma, come sempre insomma”. “Si vende come sempre – commenta la proprietaria di un negozio di articoli sportivi – certo la gente sceglie con più cura, magari passa due o tre volte a vedere, provare, controllare prima di acquistare la maglia, la scarpa o il giubbotto”. Si è quindi passati da uno shopping impulsivo-compulsivo ad una ricercatezza ragionata dell’acquisto. Si sfruttano molto le offerte, si compra di più con i saldi, ci si rivolge ai negozi di fiducia per la qualità o a grandi centri commerciali per la quantità. È finito il tempo della dominazione della pubblicità e dei messaggi subliminali degli scaffali dei negozi e dell’ipnotismo delle vetrine, adesso è la razionalità ad avere la meglio. Partendo dal presupposto che tanto si deve comprare perché la spesa bisogna farla, i vestiti bisogna indossarli, a Natale i regali, almeno a parenti e amici stretti, bisogna farli, si cerca di limitare i danni senza rinunciare alla tradizione e all’appagamento personale. In quest’ottica, non ci si aspettano grandissime cifre neanche sotto Natale, dove tutto rimarrà più o meno invariato, certo con qualche spesa in più, ma sempre ragionata. Anche le gioiellerie non registrano grandissime variazioni sulle vendite, ad aumentare invece sono le vendite di oro e argento dei privati ai “Compro oro e argento”, anche se gli abitanti di un paese come può essere Santa Marinella tendono comunque a privilegiare questo tipo di operazioni fuori città per evitare chiacchiere. “Io non risparmio, mi spendo i soldi miei prima di doverli dare allo Stato – sostiene una ragazza che passeggia per il centro guardando le vetrine, aggiungendo – però li spendo solo in certe cose, viaggi e tecnologia”. Si spende dunque, ma riflettendoci bene, scegliendo dove e per cosa spendere, più o meno nella quantità dello scorso anno, senza pensare troppo a quello che verrà. Il futuro sarà duro per tutti, l’ansia per il domani ormai fa parte di noi ma pensarci troppo e farsi prendere dal panico non serve, oggi servono invece come non mai lucidità e razionalità, non è un caso secondo me che non sono aumentate neanche le giocate del “Lotto” e di fortune varie come “Lotterie” e “Gratta e Vinci”. Testa sulle spalle e una maggiore accortezza sono le uniche armi in questo momento. Insomma, la crisi c’è e si sente, ma questo già da un po’ di tempo. Nello specifico dall’anno passato poco è cambiato, l’estate è ancora il periodo dell’anno in cui l’economia di S. Marinella è più florida e l’inverno il momento di letargo finanziario, anche se questo 2011 ha visto la tendenza all’uniformazione delle due facce della luna: se prima Santa Marinella d’inverno dormiva e d’estate faceva faville, quest’anno sta dormendo un po’ meno d’inverno e ha fatto un po’ meno faville d’estate. Tutto sommato siamo ancora nella norma, potrebbe andare meglio ma si sopravvive.

Francesca Ivol